Dare il giusto peso alle parole

Martedì sera, mentre scorrevo la bacheca di Instagram, ho trovato un post che mi ha colpito particolarmente e ho condiviso subito nelle mie Storie.

Questa foto presenta la scritta in maiuscolo “IO HO LA 104″ e l’autrice è Sofia Righetti, che non conoscevo, un’atleta paralimpica. Ho deciso subito di iniziare a seguirla e sono pienamente d’accordo con le sue parole.

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La legge 104 è una legge quadro della Repubblica Italiana che tutela le persone con disabilità. Sto sentendo sempre più persone e pagine su internet blaterare "AHAHA QUELLO HA BISOGNO DELLA 104" "SONO ARRIVATI I 104" ecc ecc. Non esistono "i 104" , c'è una legge che tutela tutti i cittadini italiani che ne hanno esigenza. Se domani ti venisse un tumore o facessi un incidente in moto/auto, ne faresti richiesta anche tu. Da qualche mese si è diffusa questa terrificanza usanza abilista di abbinare la 104 a "stupido", e questo è offensivo per chi la 104 ce l'ha (poi non stupiamoci se grazie ai nostri comportamenti ci sono persone che si vergognano a dire di avere una disabilità o di avere la legge 104). 104 è diventato sinonimo di "disabile" perché è la legge italiana che tutela le persone con disabilità, e disabile è diventato sinonimo di stupido. È offensivo, ignorante e abilista, oltre che falso. Per questo tento di spiegare alle persone che ignorano cosa sia la 104 ma lo dicono per sentito dire e perché fa "figo", che la piantino di usare una legge a difesa dei cittadini per insultare, perché non c'è niente da insultare o ridere. AVERE UNA DISABILITÀ (motoria, sensoriale, intellettiva o cognitiva che sia) NON SIGNIFICA ESSERE STUPIDI (mai avrei pensato di doverlo ribadire nel 2020). . AVERE LA 104 NON SIGNIFICA ESSERE STUPIDI. . E gli unici che ne escono stupidi sono quelli che dicono "AHAH 104" e non conoscono nemmeno le enormi battaglie antidiscriminatorie che i nostri genitori hanno dovuto fare per avere questa legge per tutelare i loro e nostri diritti, come cittadini e come esseri umani. . Ringraziate che esista la 104, e informatevi prima di fare la figura dei fessi abilisti. #IOHOLA104 #FIERADELLAMIA104

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Ho poi trovato il medesimo sfogo anche su Facebook e l’ho condiviso all’istante.

Ma andiamo per gradi: Cos’è la 104?

La Legge 104\92 ha lo scopo di fornire agevolazioni sociali e fiscali sia ai disabili che alle loro famiglie. Tutte le forme di disabilità – minorazione fisica, psichica, sensoriale- e livelli di manifestazione – da lieve a totale impossibilità di autonomia senza assistenza.-

La condizione di disabilità si può presentare sia dalla nascita che essere la conseguenza di un incidente o di alcuni stati di salute. Nel secondo caso citato la persona si ritrova ad averne bisogno. Per esempio la ragazza del post è stata costretta su una sedia a rotelle dopo un intervento chirurgico al cuore per una cardiopatia congenita e, a seguito di un errore di medici che le ha causato una lesione midollare, ha perso l’uso delle gambe. Lascio la sua biografia per chi fosse interessato.

Riprendendo la metafora della tavolozza la Sindrome di Asperger è una disabilità invisibile così come i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Di conseguenza queste parole molto dure mi hanno spinta a dire la mia.

Oltretutto io, come lei, rientro tra le persone che beneficiano di questa legge.

L’Autismo e la 104 hanno un grande punto in comune: vengono fraintesi da molti e sono diventati veicolo di offese ingiustificate. La parola chiave, che io ho scoperto di recente ed è citata nel post, è abilismo. E’ un termine nuovo che si collega al bullismo. Vuol dire fare leva sulla condizione di disagio di chi vive tutti i giorni con queste difficoltà per far ridere gli altri. E’ una “moda” molto triste che è sempre esistita ma ha cambiato “obiettivo“: prima era rivolta verso la Sindrome di Down, oggi verso Autismo e 104. Una legge così importante per molti e una condizione con la quale nasci – nonostante ci siano opinioni diffuse anche da medici e psichiatri convinti che i bambini lo possano “diventare” in tanti modi, la più recente è la Didattica a Distanza, per la quale i bambini passano molto tempo al computer e non interagiscono con i coetanei. Un’idea fuorviante portata avanti dallo psichiatra Paolo Crepet.- La stessa Sofia ha spiegato questo termine in modo più approfondito nell’articolo che propongo qui.

Presto analizzerò l’Autismo quando non aveva ancora un nome per far vedere come molti scienziati, scrittori o artisti vissuti per lo più tra Settecento e inizio Novecento siano ipotizzati essere autistici sulla base della loro eccentricità o dello stile usato nelle loro opere.

Come da titolo, bisogna dare il giusto peso alle parole e non usare condizioni mediche come insulto. Le persone che le hanno non sono stupide o quant’altro. Sarà una dura lotta ma spero vivamente che si arrivi a trovare altri modi per essere divertenti che prescindano dal bullismo.

Apriamo le ali e voliamo lontano, nonostante le difficoltà. Possiamo essere noi stessi.

A presto,

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

6 pensieri riguardo “Dare il giusto peso alle parole

  1. So che hai dovuto riscrivere daccapo questo articolo, poiché la prima stesura faceva trapelare tutto il tuo rammarico e la tua rabbia, e so che per apparire il più autorevole possibile, ha dovuto smorzare i tuoi legittimi istinti, ma ti ringrazio per averci regalato per l’ennesima volta la possibilità di imparare dai tuoi elaborati e di provare a farci essere delle persone un pizzico migliori… continua così amica mia! hai il mio totale supporto! la strada che hai intrapreso col tuo blog è lunga, ma quanto sono preziose queste tue parole!

    Piace a 1 persona

    1. Le emozioni non sono mai sbagliate ma nella prima stesura c’era troppa rabbia e rischiava di essere fuorviante. Devo ringraziare te e Francesco che me l’avete fatto notare. Senza di voi lo avrei pubblicato e per eliminarlo poco dopo mi sa. Mi sono presa il giusto tempo per riflettere e ora mi piace più di prima. 💪

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