La mia esperienza con il digitale

La sessione estiva si è conclusa con grande soddisfazione ieri, ma per mantenere attiva la pagina Instagram del blog ho pubblicato tre foto:

La prima era una breve recensione di Vai tranquillo agi e disagi di uno studente di uno studente universitario dello Youtuber Filippo Caccamo.

La seconda è una FanArt de Il sognatore di Laini Taylor che rappresenta Lazlo Strange intento a leggere.

La terza è di lunedì ed è stata molto complicata da scrivere per l’argomento: un post dedica alla morte di Chester Bennigton, il cantante dei Linkin Park.

Nell’articolo di oggi volevo parlare della mia esperienza con il mio Kindle Paperwhite .

Ho iniziato a leggere in digitale quasi un anno fa perché lo zaino che porto con me durante il periodo universitario non è abbastanza capiente e quindi o portavo i manuali o un romanzo cartaceo che a volte poteva anche essere pesante.

Il primo romanzo letto è stato Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino. Al di là della lettura in sé, che mi ha fatto riflettere molto per il tema trattato e lo stile narrativo scelto dall’autore, sono rimasta soddisfatta da questa scelta. La grande differenza con il cartaceo è che la luce si regola da sola e di conseguenza la lettura serale è meno faticosa.

Successivamente ho scaricato due manuali che mi servivano per preparare l’esame che ho sostenuto proprio ieri. Altra esperienza positiva anche se mi devo ancora abituare a evidenziare senza far scorrere la pagina o a doverlo rifare all’infinito a causa del fatto che se vuoi cancellare l’ultima riga che magari hai evidenziato inavvertitamente l’eBook toglierà l’intera parte evidenziata. Se qualcuno sa come evitarlo un consiglio è ben accetto.

In questo momento ho in lettura Per chi suona la campana di Ernest Hemingway in inglese. L’eBook, se hai a disposizione la connessione Wifi, ti suggerisce traduzioni di parole che potresti non conoscere o capire subito ma anche un collegamento a Wikipedia o a dizionari vari per ulteriori spiegazioni. Per me è un inglese molto comprensibile e mi sto impegnando per terminarlo dopo mesi di blocco. Magari un giorno analizzerò sia il romanzo di Calvino che questo dato che sono ambientati in un periodo storico fondamentale da conoscere e ricordare. Calvino parla della Resistenza italiana, Hemingway della Guerra di Spagna.

Altra cosa: come si fa a capire quanta memoria ha l’eBook? Perchè non vorrei rischiare di riempirla troppo velocemente scaricando romanzi che in cartaceo sarebbero sia pesanti che ingombranti ma che, a causa del numero delle pagine, potrebbero occuparne una buona parte.

Questo è il breve racconto della mia esperienza. Positiva anche se con qualche piccolo intoppo dovuto all’abitudine di studiare su manuali cartacei.

Quanti altri ne hanno uno? Come vi trovate?

A presto,

Cate L. Vagni.

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

5 pensieri riguardo “La mia esperienza con il digitale

  1. Cara CaterIna, anche io ho un kindle paperwhite e sono molto soddisfatta dell’acquisto: portarsi dietro una libreria con poco peso è un vero privilegio. Inoltre si riducono i costi e lo spazio per la conservazione dei libri. Rimane il fatto che il cartaceo sia inarrivabile: mi sembra che le parole lette sulla carta si fissino meglio in testa rispetto al digitale.
    Per me comunque il kindle è un’ottima esperienza.
    Complimenti e grazie per i tuoi articoli. A presto.

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    1. In triennale ho dato un esame dove si parlava proprio di questo e la magistrale che sto frequentando analizza approfonditamente queste differenze e i loro (s)vantaggi. Infatti concordo con ciò che dici e so che il cartaceo dovrebbe rendere la lettura più scorrevole. Con il digitale purtroppo è molto più semplice distrarsi anche solo per cercare la traduzione di una parola o per evidenziare. È un dibattito che resterà sempre aperto ma secondo i detrattori dovrebbero almeno provare un ebook. Io stessa non abbandonerò mai il cartaceo ma romanzi e manuali troppo estesi sono difficili sia da trasportare che da tenere. Sarebbe bello avere spazio infinito nella libreria ma è impossibile.

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  2. io mi sento mi malgrado di fare parte della vecchia scuola… tu mi conosci e sa che adoro il digitale e ritengo che avere un’intera libreria a portata di mano sia un privilegio della tecnologia contemporanea ad un prezzo accessibile alla maggioranza delle persone… personalmente però mi accodo al commento precedente… sarà che il primo pc l’ho avuto a 14 anni e quindi il mio cervello plasmabile di bambina ha imparato su libri cartacei, ma ad oggi ho la sensazione che le parole lette su carta mi restino più impresse nella mente rispetto a quelle lette da uno schermo… hai scritto che all’interno della tua università avete parlato dei pro e dei contro del digitale… potrei sapere se c’è una spiegazione scientifica in merito? magari c’è di mezzo il tatto nel sentire la ruvidezza della carta, che innesca qualche area del cervello oppure sono le luci del monitor che possono far abbassare la concrentrazione?

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    1. Ci sono sicuramente ma non saprei consigliarti. Il digitale purtroppo non aiuta molto la concentrazione perché hai sempre mille stimoli. È più comodo se non hai spazio e io mi ci sono trovata bene anche a studiare ma non è facile mantenere la concentrazione

      Piace a 1 persona

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