Le esperienze degli altri

Nell’articolo di oggi aprirò una sorta di rubrica chiamata “Le esperienze di altri” dove analizzo i racconti di altre persone autistiche sia online che in altra forma.

La premessa riguarda il fatto che in questi ultimi tempi ho iniziato a confrontarmi con altre persone autistiche soprattutto su Instagram e questo è fondamentale per riflettere su me stessa.

Oggi vi parlo del libro I- asperger di Andrea T. Vi consiglio sia di dare un’occhiata al suo profilo Instagram dove pubblica alcune vignette o spezzoni di film sotto forma di meme per fare ironia sugli stereotipi legati all’Autismo e il suo blog biligue dove parla di sé.

Abbiamo parlato nei messaggi di Instagram e, oltre ad avermi aiutata a personalizzare la home del mio blog, mi ha anche inviato il link del pdf del suo libro. A novembre 2020 ne uscirà una nuova versione, come da lui annunciato in uno degli articoli più recenti.

Nonostante le centoundici pagine si legge velocemente visto che i capitoli sono molto concisi. L’autore racconta le fasi della sua vita con tutte le difficoltà che ha incontrato prima di ricevere la diagnosi cinque anni fa con annesse spiegazioni di alcuni punti e osservazioni sulla percezione falsata ma purtroppo diffusa sull’Autismo e sul sentirsi dire che “non sei autistico” perché rientri tra coloro che vengono definiti “ad alto funzionamento”. Ho trovato alcune analogie con ciò che ho vissuto – e vivo- anch’io soprattutto in aspetti come la gestione dei cambiamenti improvvisi.

Non ho molto da dire su questo libro se non che vi consiglio di leggerlo per capire meglio gli ostacoli che incontra chi riceve una diagnosi tardiva, considerando anche che negli anni ’70 non esisteva una definizione medica dello Spettro Autistico, e sopratutto che, nonostante la diagnosi si basi su tratti comuni e riscontrabili in chi si scopre Asperger – definizione che, tra l’altro, è stata depennata dai manuali diagnostici per accorparla allo Spettro Autistico detto “lieve” insieme al concetto di Funzionamento che sta venendo piano piano sostituito da Livello.-, ognuno di noi li vive e manifesta nelle forme più disparate che possono generare una grande sofferenza nella persona autistica.

Per concludere l’articolo vi lascio un post tratto dalla pagina di un’altra ragazza autistica con la quale ho avuto alcuni scambi su Instagram. E’ una ballerina. La pagina si chiama The Mind With Red Wings_ Autismo sia su Facebook che su Instagram.

Tanti argomenti assai delicati legati alla mia condizione verranno trattati con il tempo perchè devo ancora capirli davvero. Essere autistica non mi rende automaticamente preparata su tutto ciò che riguarda questo mondo.

A presto,

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

5 pensieri riguardo “Le esperienze degli altri

  1. Concordo sul fatto che la parola alto funzionamento possa portare a molte incomprensioni… perché da neurotipica ignorante in materia all’inizio mio viaggio in questo mondo per me sconosciuto associato l’alto funzionamento di un Asperger al fatto che nella vostra testa tutto fosse velocissimo, portato all’ennesima potenza, tutto amplificato (e forse è qui che si collega poi lo stereotipo della genialità innata). E’ anche vero di contro che a mio avviso parlare di livelli ed inserire il mondo degli Aspeger a livello 1 (se non erro) possa portare a quel tipo di fraintendimenti, che vi vedono distanziati di pochi punti (e quindi molto simili) ai casi estremi dell’autismo classico, cioè come viene immaginato dalla società, facendo di nuovo per l’ennesima volta volgere il discorso solo sulle vostre ipotetiche mancanze e non sulla diversità di percepire ed elaborare la realtà esterna. Inoltre a mio avviso il più grande malinteso, che si crea automaticamente nel parlare con dei neurotipici dello spettro autistico è quello di non mettere dei punti cardine, che vi rendono effettivamente differenti dai neurotipici (sai, noi neurotipici abbiamo la necessità di ragionare per schemi XD) e questo rende il vostro mondo ancora più fumoso… non dico che sia giusto generalizzare, anche perché altrimenti la domanda spontanea sarebbe: “cosa è in soldoni ti rende un neurotipico”? e si sa che tutti i neurotipici sono diversi tra loro… ma ritengo che ci dovrebbero essere della macroaree, che dovrebbero essere immediatamente collegate allo spettro, quando se ne parla, che siano veritiere per la stragrande maggioranza dei neurodiversi.

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  2. È molto complicato. In teoria l’Asperger sarebbe livello 1 ma non è detto che tutti gli Asperger lo siano. Chi ha difficoltà evidenti soprattutto del lato sensoriale potrebbe rientrare nel 2 che è una sorta di livello intermedio. I termini medici forse spesso sono generalisti e omologanti più del dovuto. I tratti tipici esistono altrimenti non si parlerebbe di Autismo ma in ognuno si possono manifestare con intensità diversa o non esserci proprio. La genialità in realtà si chiama plusdotazione e cercavo di spiegartela l’altro giorno. Anche in questo caso è una visione stereotipata perché non tutti gli Autistici sono plusdotati. Le macroaree potrebbero essere socialità e sensorialità immagino

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      1. No, non è legato alle attitudini ma a tanti altri fattori anche legati alla sensorialità e alla capacità di apprendimento. Non so come spiegarlo perché in teoria anche io devo capirlo bene ma comunque devi ottenere un numero pari o superiore a 130 al test del QI per esserlo

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