Autismo risponde

Continuiamo la rubrica Le esperienze degli altri iniziata con lo scorso articolo presentando una rubrica del Canale Youtube Neuro Peculiar chiamata l’Autismo risponde.

Trailer della prima stagione iniziata il 2 aprile 2020

Sono ventuno domande rivolte a persone autistiche per raccontare la loro esperienza circa la diagnosi e i vari aspetti. La seconda stagione ha otto episodi.

E’ una iniziativa nata in una giornata particolare, ovvero la Giornata Mondiale della consapevolezza dell’Autismo. E’ importante perché, nella maggior parte dei casi, l’Autismo è raccontato da Neuro Tipici che entrano in contatto con autistici, non da coloro che lo vivono in prima persona. Ho intenzione di parlarne visto che è una ricorrenza di una certa rilevanza anche e sopratutto mediatica.

Questa serie di video mi è molto d’aiuto per l’articolo che ho in mente da un bel pò ma devo ancora capire come organizzare che parlerà quasi sicuramente di temi assai delicati come Sovraccarico sensoriale, shutdown e meltdown. Sto imparando tanto anche su me stessa e queste spiegazioni davvero precise e puntuali hanno fatto capire anche a me determinate sfaccettature che servono a comprendere una realtà molto complessa. Il linguaggio dello Spettro Autistico è specifico e per questo la sua comprensione potrebbe essere ostica. Voglio evitare il più possibile di complicarla ulteriormente visto che il mio scopo è sensibilizzare. Nel caso sarò felice di saperlo direttamente da voi lettori 🙂

L’Autismo risponde Domanda 7: Spettro autistico e tipi di funzionamento”

Vi consiglierei di guardare le due stagioni integralmente per avere un punto di vista differente dal mio che spero vi torni utile.

Nei prossimi giorni proverò a lavorare a questo articolo che spero di pubblicare quanto prima oltre che a uno che probabilmente dedicheró alla nascita di Temple Grandin avvenuta il 29 agosto 1947. Con la sua storia forse inizierò una rubrica sulle persone famose autistiche ancora in vita visto che qualche mese fa avevo parlato di persone famose vissute prima della scoperta della condizione le quali hanno ricevuto una sorta di “diagnosi post mortem argomento che mi lascia molto perplessa ma era interessante trattarlo per aprire alcune parentesi su tratti che ho già iniziato a chiarire e altri dei quali parlerò appena me la sentirò perché sono tutt’ora tasti dolenti nella mia vita.

A presto,

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

6 pensieri riguardo “Autismo risponde

  1. Cara CaterIna, ho inizitto tempo fa a leggere il libro di Temple Grandin “il cervello autistico” Ma l’ho messo da parte perché mi sono accorta che richiedeva una lettura più attenta che in quel momento non potevo garantire, visto che sono alla ricerca di altri temi e altre letture. Comunque il libro è saldamente ancorato nel mio kindle, fermo all’ultima pagina che ho letto (che comodità!) pronto per essere ripreso in mano.
    Grazie per gli interessanti articoli.
    A presto

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  2. Un video molto istruttivo… mi hanno colpito molto 2 passaggi: come l’elevata sensibilità a rumori o luci troppo forti possa arrivare ad essere un malessere fisico invece che solo un semplice fastidio, come invece accade ai neurotipici, (cosa che ho notato di te quando siamo andate in discoteca) e la frase di quel signore, che dice che non riesce a lavorare se viene disturbato ogni 3×2… ecco soprattutto l’ultima l’ho rapportata alla mia esperienza quotidiana: lavorando come segretaria aziendale mi ritrovo immersa in stimoli continui (persone che entrano, colleghi che ti parloano, telefonate a manetta sia sul fisso che sul cellulare)… ammetto che all’inizio non mi pesava molto, ma a distanza di circa 2 anni di questo tipo di lavoro a tempo pieno 5 giorni su 7, incomincio ad essere anch’io parecchio sensibile a tutte queste sollecitazioni e qualche volta arrivo a metà giornata già snervata… quindi in piccola parte fraternizzo con la testimonianza del signore nel video e capisco le difficoltà, soprattutto nel riprendere l’attenzione dopo ogni interruzione, che per me è la cosa più difficile.

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    1. Mantenere la concentrazione non è mai facile. Il discorso delle luci mi ha colpito fin dalla prima volta in cui lo sentito dalla prima ragazza che ho trovato su Instagram. A me effettivamente capita solo solo in discoteca -per fortuna, direi-. Sì, in un certo senso può capitare di sentirsi sovraccaricati ma nelle persone autistiche le conseguenze possono essere davvero disastrose se oltre alla semplice stanchezza aggiungi anche un sacco di altri fattori come lo sforzo di socializzare o di mascherare ciò che si è soprattutto nel momento in cui sta per arrivare una crisi… Nell’autismo tutto è amplificato e quindi se non hai tempo di ricaricarti sono guai.

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