Un mondo di stimoli e la difficoltà a viverli

Un argomento per niente semplice che tocca tanti aspetti ma è inevitabile trattarlo parlando di Autismo e difficoltà quotidiane.

Per aiutarmi e aiutarvi mi affido a questi tre video che potrebbero rendere meno ostica la comprensione senza banalizzare l’argomento.

Per partire dalla base cito questo video:

Dal canale Youtube Bradipi in Antartide una infografica sul sovraccarico sensoriale

Il primo punto riguarda la definizione di propriocezione e interocezione. Due termini nuovi anche per me.

La propriocezione è il senso di posizione e movimento che si ha indipendentemente dalla vista divisa in senso di posizione statico o dinamico. E’ la qualità fondamentale per il controllo del movimento e della stazione eretta. Potete trovare un ulteriore spiegazione qui.

L’interocezione è la capacità di riconoscere gli stimoli e le sensazioni inviati dal corpo. Trovate un approfondimento qui.

Sono quindi collegate e fondamentali per avere la corretta consapevolezza del proprio corpo nello spazio insieme, ovviamente, all’equilibrio.

Non so bene come rapportarla a me stessa. Il mio equilibrio è sempre stato carente e sicuramente la disprassia insieme alla scarsa percezione della profondità hanno portato molti ostacoli nella mia vita. Se, ad esempio, sono in un negozio con qualcuno e devo semplicemente aspettarlo, ho difficoltà a trovare la posizione statica adatta per non ostruire il passaggio. I viaggi in autobus per arrivare all’Università – da Campi Bisenzio a Firenze, un’ora e due autobus – erano una fonte di imbarazzo visto che ogni minimo movimento infastidiva chi era lì: se tenevo lo zaino sulle spalle e involontariamente colpivo qualcuno ricevevo lamentele ma le poche volte in cui me lo toglievo poteva comunque essere un impiccio. Negli ultimi tempi avevo risolto con un tratto in tramvia nella quale era molto più semplice trovare posto.

Andando avanti nel video viene detto che il cervello neurotipico sa discernere gli stimoli sensoriali circostanti in situazioni in cui essi si sovrappongono se ha un obiettivo – l’esempio è supermercato > comprare scarpe – mentre alla persona autistica gli stimoli arrivano tutti insieme in una volta perché molto spesso ha un Disturbo dell’elaborazione sensoriale più o meno acuto che genera iposensibilità o ipersensibilità a luci, suoni, tessuti, voci e quant’altro. Esistono anche profili misti. Oltretutto in un altro sito che ho trovato mentre cercavo la definizione di Disturbo dell’Elaborazione o Integrazione Sensoriale ho letto che Disprassia motoria e mancata percezione della profondità possono rientrarci io lo vivo sotto questi punti di vista ma meno per altri come i tessuti.

Ascoltando il video mi viene da pensare che nel mio caso posso rientrare nella terza categoria perché ad esempio Se i tessuti non mi hanno mai generato fastidio, le luci e i suoni forti della discoteca portano a una stimolazione sensoriale più accentuata e ne ho avuto la conferma lo scorso anno quindi non ci tornerò più, le feste di Paese mi fanno sentire più a mio agio e dal momento in cui mi trovo in un punto dove la gente è meno accalcata e ho più possibilità di ballare. Ho un percezione del dolore molto altalenante: le ferite non le avverto minimamente finché non sanguinano mentre alcune zone come capelli e affini sono così sensibili che sento dolore ancora prima di essere toccata. Il piccante è uno di quei sapori che evito sapendo che le mie papille gustative vengono sollecitate anche se è presente in minima parte. Sugli odori, a meno che non siano davvero asfissianti, non ho granché da dire.

La metafora scelta è il vaso che trabocca e porta a conseguenze dolorose sia dal lato fisico come mal di testa che psicologico come disorientamento e panico che a loro volta portano a shutdown o meltdown come meccanismo di fuga\ attacco per contenere un malessere che spesso non è facile esternare a parole.

Le soluzioni sono: indossare cuffie e occhiali per evitare luci e rumori intensi, abiti comodi, snack per evitare che la fame possa diventare uno dei motivi del sovraccarico, oggetti come il telefono per stare tranquilli e, più importante, lo stimming. Io ho le lenti fotocromatiche che sono molto utili perché avrei difficoltà a portare occhiali da sole dato che andrebbero graduati e in certe situazioni sarebbero una complicazione più che un aiuto, per i vestiti non sono tanto i tessuti a causarmi malessere quanto la forma stessa dell’indumento infatti alcuni abiti eleganti mi fanno sentire a disagio se hanno il reggiseno incorporato e la fame via via che aumenta mi genera ansia – all’Università ho spesso paura di non avere tempo di mangiare anche nelle poche volte in cui le pause sono lunghe.-

Lo stimming, più comunemente chiamato stereotipia, è una autostimolazione sensoriale che la persona autistica fa per autoregolarsi e tranquillizzarsi in situazioni stressanti. Sono movimenti ripetuti ma anche frasi con lo stesso scopo. Vengono spesso stigmatizzati soprattutto se la persona autistica dondola o gira su se stessa pur non ferendo nessuno. Nel mio caso credo siano concentrati su mani e viso oppure sul ragionare tra me e me bisbigliando per riflettere e organizzare ciò che non mi torna.

La spiegazione e il mio punto di vista su questo video chiudono il primo punto che volevo trattare,

Per il secondo ho due video della serie Autismo risponde su YouTube:

L’Autismo risponde- Domanda 4: Meltdown

Meltdown, così come shutdown, è un termine ripreso della fisica nucleare per indicare la fusione del nocciolo del reattore dovuto a surriscaldamento. Incidente spesso grave. Nell’Autismo si verifica con reazioni anche violente e incontrollate a seguito dei troppi stimoli. La persona può manifestarlo sia verbalmente che fisicamente lanciando o rompendo oggetti ma anche, purtroppo, rischiando di ferire chi le sta intorno o sé stessa. Viene spesso associato ai capricci quando di fatto non passa nel momento in cui si viene accontentati ma solo solo ed esclusivamente se ci si allontana da stimoli divenuti insopportabili. Questi cosiddetti capricci si chiamano tantrum e in effetti nella maggior parte dei casi passano non appena si è ottenuto lo scopo desiderato.

Shutdown indica l’esatto opposto: una implosione che porta all’arresto momentaneo per evitare incidenti.

Autismo risponde- Domanda 24: shutdown

Nella persona autistica è una chiusura in sé stessi che gli altri percepiscono erroneamente come una mancanza totale di reazione agli stimoli mentre in chi lo sta vivendo, anche inconsapevolmente, serve per isolare lo stress e la tensione per calmarsi.

Spesso le due condizioni si presentano una di seguito all’altra: prima la persona esplode poi si chiude in sè stessa per ritrovare il suo equilibrio interiore.

Mi sono rivista nella testimonianza della prima ragazza nel video dello shutdown: il mio sovraccarico è soprattutto emotivo e forse tendo a quella risposta oltre che a scoppiare a piangere e correre via. Le urla sono per me impossibili da sopportare e preferisco andarmene invece che restare anche perché ogni capacità di reazione viene inibita. Mi sento talmente sopraffatta da non riuscire a parlare di conseguenza sarebbe inutile restare senza poter rispondere a chi lo vorrebbe all’istante. Anche se volessi non riesco a ragionare razionalmente dicendo frasi che non penso dettate dal sovraccarico negativo del momento.

Questo articolo è il più lungo mai scritto fino ad oggi e spero di avervi chiarito le idee appoggiandomi ai video citati,

A presto,

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

5 pensieri riguardo “Un mondo di stimoli e la difficoltà a viverli

  1. Uno degli articoli a mio avviso più esaurienti del tuo blog. Apprezzo molto anche tu abbia inserito dei video, che ti abbiano aiutato a sviscerare maggiormente un argomento così complesso. Non conoscevo le parole propriocezione e interocezione, men che meno li avrei mai inseriti nel gruppo dei sensi! Sai che mi ha fatto sorridere quando hai detto che per te è difficile collocarti in un posto senza dare fastidio a nessuno: anch’io in piccola parte ho lo stesso tuo problema, perché quando sono in una stanza non so mai dove posizionarmi… è ormai abitudine quotidiana che mia mamma mi sgridi, perché mi metto sempre sulle porte o in mezzo ai corridoi, impedendole involontariamente il passaggio… Ebbene sì, anch’io non so regolarmi bene con gli spazi circostanti! Per quanto riguarda i disturbo dell’elaborazione sensoriale, come neurotipica, non faccio fatica ad isolare determinati rumori per concentrarmi su altro, ma sai che rispetto ai tessuti sono molto sensibile? Ad esempio taglio dalle maglie tutte le etichette, perché mi danno fastidio sul collo e a volte trovo fastidiose anche le cuciture delle calze…. per non parlare delle scarpe, che devono essere morbidissime e dei vestiti, che devono essere sempre comodi… bandita la lana, che fa prurito ovviamente! la mia motivazione è molto più banale: ho la pelle super reattiva e delicata, pertanto viene sovra stimolata molto facilmente, arrossandosi e dandomi prurito. Rispetto a quanto scrivi tu, io invece ho una sensibilità estrema per gli odori: l’olfatto è il mio senso più sviluppato e molti odori per me sono intolleranti… anche per questo ho una spiegazione medica: soffrendo d’asma i miei polmoni sono super sensibili agli agenti esterni e quindi vanno facilmente in sovraccarico, rischiando di farmi venire un attacco d’asma. Evito di aprire una parentesi troppo lunga sul meltdown, perché sai che ho dei problemi di contenimento della rabbia, quindi faccio presto ad andare in sovraccarico sensoriale e a non riuscire a gestirla… è verissimo (lo dico per esperienza personale) che dopo il meltdown c’è lo shutdown, una sorta di stop che il corpo ti chiede, perché ha esaurito le energie… visto da fuori sembra una sorta di stasi catatonica, ma è necessaria per riprendere le energie, anche se ti fa estraniare dal mondo. Confermo anche che il meltdown non sono capricci e non si placano quando si ottiene quello che si vuole… perdendo il controllo è come se la rabbia acquisisse vita propria, pertanto anche se si arriva al nostro traguardo, quello stato di ferocia persiste per parecchio tempo, finché non si esauriscono tutte le energie vitali e quindi si spegne. Ritengo che gli stimming in piccola parte facciano parte anche dei neurotipici, perché per esempio io e mio padre se siamo seduti e siamo nervosi tendiamo a far tremare la gamba sinistra oppure anch’io di tanto in tanto dondolo a destra e sinistra (quello che mia mamma chiama “mal di mare solo a guardarti) e anche questo perché comunque di base il mio equilibrio è instabile ed in quel modo riesco anch’io a calmarmi.

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    1. Senza quei video sarebbe stato tutto molto più difficile. Poi quello dei Bradipi In Antartide è troppo carino secondo me. Io sono sempre a disagio quando devo stare troppo ferma in un punto, piuttosto aspetto fuori dal negozio se è troppo affollato e per l’autobus ti saprò dire quando a febbraio tornerò a Firenze. Menomale che c’è la tramvia. Come ti ho detto più e più volte io credo che ogni cosa possa succedere anche ai Neurotipici ma nell’autismo è talmente estrema da diventare pericolosa. La sensibilità agli odori nel tuo caso è legata all’asma ma per tanti Autistici probabilmente non c’è una vera spiegazione al perché determinati odori diano così fastidio da poter scatenare una crisi. Il discorso “i meltdown non sono capricci” in realtà è riferito ai bambini senza diagnosi. Purtroppo sono effettivamente scambiati per capricci dall’esterno da chi si ferma alla superficie. In uno dei video della serie “Autismo risponde” parlavano proprio dello stimming e una signora che fa la counselor dice che lei suggerisce anche ai bambini nt di trovare il loro stimming e accettarlo vista la sua funzione terapeutica. Secondo me è un grande consiglio dato che certi tipi di stimming sono malvisti e non è giusto.

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