Nuovi inizi assai particolari

In questo articolo parlerò delle mie impressioni sull’inizio del nuovo anno accademico e la fine dello scorso. E’ una preparazione per un tema abbastanza importante riguardo all’autismo ovvero routine, abitudine e schemi.

Ho iniziato la magistrale e fino a inizio marzo ho potuto frequentare le lezioni in presenza. A me Firenze piace molto come città e vorrei viverci un giorno ma ho un rapporto molto altalenante con mezzi pubblici, orari di lezione e trovare posto.

L’anno accademico è stato interrotto bruscamente dallo scoppio della pandemia quindi sono tornata a Follonica. Quei mesi sono stati duri a livello emotivo. Uno degli stigmi più grandi della mia condizione riguarda l’affettività e come questa viene vissuta. Merita un’analisi a parte perché io, pur essendo autistica, ricerco e ricambio l’affetto delle persone alle quali tengo. Non è la sede per parlarne visto che dovrei dire fin troppo di personale.

La fine del primo anno accademico è stato telematico e ho trovato subito un vantaggio ma anche un gigantesco svantaggio: da una parte le registrazioni mi permettevano di ascoltare la lezione quante volte volevo per rendere più precisi possibile i miei appunti, dall’altra i corsi erano troppi e non era facile seguirli dato che i professori non avevano orari precisi per la pubblicazione e spesso i file parevano infiniti. Gli esami della sessione estiva, soprattutto il primo, sono stati assai stressanti. Il primo è stato paleografia e la novità dello svolgimento degli esami mi ha generato uno stress non indifferente per via del fatto che avevo una forte ansia per le regole soprattutto quella sul guardare fisso la telecamera e far vedere le mani. Il nervosismo per questo esame è durato un mese anche perché temevo di non riuscire a dare l’esame al quale tenevo molto di più, ovvero catalogazione, che alla fine ho dato passandolo con il massimo dei voti.

Ecco il primo punto: più leggevo le nuove regole più avevo una forte ansia che ogni minimo fattore esterno – dalla connessione al mantenere lo sguardo – portasse alla bocciatura. Le persone autistiche tendono a focalizzarsi fino allo stremo su questo genere di dettagli e nel mio caso ha fatto in modo che io arrivassi già stanca all’esame, che, pur essendo partito bene, non è finito come volevo. Dopo averlo ridato mi sono tranquillizzata molto.

Secondo punto: avevo già modificato l’ordine degli esami per dare paleografia il prima possibile perché mi ero accorta che mi stava portando via parecchio tempo e non mi andava di rimandare l’altro a settembre. Ciò che mi dava preoccupazione non era tanto il programma visto che la mia memoria fotografica mi aiuta a fissare dettagli nella mia mente dopo una sola lettura anche se poi ovviamente vanno messi in ordine con un discorso sensato, quanto il materiale extra da consegnare una settimana prima dell’appello. Credevo di non avere abbastanza tempo ma alla fine fortunatamente le mie preoccupazioni erano infondate e amplificate come spesso capita.

Ormai da due settimane ho iniziato il secondo anno accademico sempre in modalità telematica. La mia Università dava la possibilità di scegliere tra presenza e telematico, io, dopo aver parlato con altre mie compagne di corso pendolari, ho scelto di continuare in telematico fino al secondo semestre dato che c’erano troppe varianti che mi davano poca sicurezza circa la convenienza di spendere per un viaggio a Firenze senza essere certa di poter partecipare alla lezione. La situazione è molto più tranquilla di quella dello scorso semestre avendo per il momento una sola lezione, ma anche la seconda che inizierò a fine ottobre è gestibile. Il secondo semestre ha un solo corso ma, incrociando le dita, una volta ultimati gli esami e i corsi ci sarà il tirocinio che desidero da anni e quindi passerò comunque del tempo in questa città che un po’ mi manca.

Chissà, magari farò una sorta di seconda parte quando tornerò alla frenetica vita di universitaria che deve prendere treni e autobus e si trova a rischiare di fare lezione in piedi.

Spero che questo articolo molto semplice vi abbia incuriosito visto che le parentesi aperte sono tante,

A presto,

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

2 pensieri riguardo “Nuovi inizi assai particolari

  1. Ricordo ancora quanto stress ti ho visto accumulare questo estate a causa di quell’esame antipatico non andato come avresti sperato al primo colpo! Da amica mi è davvero dispiaciuto vederti in quella condizione psicologica, quasi in lacrime, scocciata per il fatto di aver pensato di aver deluso tutti, in primis te stessa… ti ricordi cosa continuavo a dirti in quei giorni? Che sarebbe bastato un secondo tentativo e ce l’avresti fatta. Mi spiegasti che seguire tutte quelle regole extra era per te un macigno grosso da sostenere e capii che avevi solo bisogno di familiarizzare con quella nuova modalità di esame per poter dare il meglio di te. A volte i dettagli, che anoi normotipici sembrano insignificanti, diventano delle vere e proprie sfide per chi ha sensibilità diverse.
    Dai dai che allora per tutto l’autunno – impegni permettendo – riuscirò a spupazzarti ancora un po’ XD so che ti manca Firenze e so che te la immagini già come la città, in cui vivere e lavorare un giorno, ma concordo con le tue compagne di corso che, viste le numerose variabili in corso, è molto meglio seguire i corsi telematici. Comunque non ti ho nascosto quanto io ami l’idea dell’università online: io stessa se dovessi riprendere a studiare opterei senz’altro per questa modalità

    Piace a 1 persona

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