Sfatiamo falsi miti: Plusdotazione, genialità e prodigio vs attitudine e memoria nell’autismo

Ecco un altro bell’articolo che molto probabilmente supererà il record di quello sulla sensorialità nell’Autismo, che, secondo il conteggio delle parole, ne ha millecentocinquatasette. Grazie a Wattpad per questo dato :’).

I punti che voglio approfondire per sfatare il falso mito dell’autistico genio nella scienza sono almeno quattro: spiegare la definizione di Alto Potenziale Cognitivo o Plusdotazione – o, giftedness in inglese e fare un parallelismo con genialità e prodigio per poi passare a parlare di memoria a lungo e breve termine, fotografica ed eidetica per finire con le attitudini. Ovviamente dove posso racconterò la mia esperienza personale. Iniziamo.

Alto Potenziale Cognitivo contro genialità e prodigio

L’APC si manifesta fin dalla tenera età e si basa soprattutto sul Quoziente Intellettivo, che supera i 130. Sono bambini estremamente curiosi e precoci nella lettura, nella comprensione del testo e nell’esecuzione di calcoli. Spesso si parla di dissincronia: il bambino ha un grande talento e una grande predisposizione ma scarse capacità sociali perché i certi giochi sono ritenuti stupidi o gli stessi coetanei lo trovano troppo saccente e antipatico. In classe si annoia facilmente perché comprende la lezione con molta più immediatezza dei compagni e questo lo porta o a fare domande che o non hanno risposta o anticipano troppo e di conseguenza si distrae con molta più frequenza e potrebbe diventare rumoroso. Tende a preferire la compagnia di adulti.

Esistono differenti categorie di Alto Potenziale Cognitivo, quelle che mi interessa trattare sono i cosiddetti gifted underachievers e dei 2E.

Non c’è una vera traduzione per gifted underachiever ma si può spiegare come colui che ha un grande talento che resta inespresso dato che nessuno lo valorizza e di conseguenza, nonostante abbia tutte le carte in regola, spesso è talmente a disagio a scuola che non conclude il suo percorso.

Da qui il parallelismo – o opposizione? – con genialità e prodigio.

Prodigio è in un certo senso un sinonimo di gifted e indica una persona assai talentuosa che sa tutto del suo campo e spesso, anche se bambino, risulta più competente di un adulto nello stesso a livello teorico. Il grande esempio è Wolfgang Amadeus Mozart che componeva opere fin dai cinque anni. Il prodigio non sempre ha la possibilità di portare un vero cambiamento nella sua materia pur avendo grandi capacità.

Di geni ce ne sono stati molti nella storia, soprattutto nella scienza.

Ecco il punto: dove il prodigio potrebbe non riuscire a portare innovazione nel suo campo o mostra attitudini che restano inespresse magari per tutta la vita, il genio aiuta la società con i suoi lavori.

I 2E o Doppiamente eccezionali sono tutti quegli APC che rientrano in altre neurodiversità come Autismo – o Asperger -, ADHD o DSA.

Ne possiamo assumere che non tutti gli Asperger sono geni e tutti i geni non per forza sono autistici. Mi viene in mente il caso emblematico e recente di Laurent Simmons, laureato in ingegneria a nove anni. Questo ragazzo potrebbe essere un genio anche se per ora è prematuro dirlo, ma indubbiamente è un prodigio.

Ora passiamo alla memoria.

Se nel primo punto non potevo fare grandi parallelismi con me stessa pur rivedendomi in caratteristiche come il trovarmi meglio con gli adulti, la grande curiosità e il fatto che mi annoio facilmente a sentirmi ripetere concetti che ho già chiari, non sono APC. Le persone che mi leggono, a prescindere dal fatto che mi conoscano o meno di persona, affermano che la mia capacità di comunicare con la scrittura è quasi “geniale” e fuori dall’ordinario. Io sto diventando sempre più consapevole delle mie capacità e del mio talento ma sento che la parola genio non mi si addice per vari motivi.

Venendo alla memoria, la prima divisione è tra a breve termine e a lungo termine. Io penso di avere una buonissima memoria a breve termine ma sulla seconda non saprei. Una caratteristica legata alla memoria lungo termine nell’Autismo è il pensiero visivo e la sinestesia. Temple Grandin ha scritto un saggio su questo e ne parlerò dopo le dovute ricerche. La sinestesia è un aspetto molto affascinante della mia condizione che però non vivo e quando deciderò di analizzarla magari cercherò qualche autistico sinestetico che può spiegarmela secondo la sua esperienza. La sinestesia è l’unione di più sensi in più occasioni anche se sembrano completamente scollegati tra loro come giorni della settimana e colori. Le testimonianze sulla memoria a lungo termine di vari autistici trovati su Instagram mette alla luce che certi ricordano vividamente la prima infanzia con tutta la sfera sensoriale a essa connessa.

Due termini e le relative differenze che ho scoperto recentemente sono memoria eidetica e fotografica. La memoria eidetica è spesso presente in quasi tutti le rappresentazioni dell’Autismo nelle serie TV infatti ne sono venuta a conoscenza parlando di Sheldon Cooper. Queste due sfaccettature della memoria sono a volte considerati sinonimi anche se non lo sono: la prima è la capacità di ricordare immagini, suoni o oggetti anche se visti per poco tempo e di riprodurli perfettamente, la seconda è la capacità di ricordare pagine di testo, numeri o altro con grande dettaglio. La mia è senza dubbio fotografica. Mi aiuta molto nello studio mnemonico anche se, come ho già detto. da sola fa solo metà lavoro perché potrei ricordare perfettamente dove ho letto quella informazione ma avere così tanta confusione in testa da non saperla spiegare.

Facendo l’esempio di un film che tutti conoscono e del quale riconosco il valore nonostante per motivi personali ho alcune difficoltà a sopportarlo è Rain Man: Raymond Babbit calcola a memoria il numero preciso di stuzzicadenti che sono caduti a terra o sa a memoria il numero di disastri aerei. E’ quasi comico vederlo ma in effetti c’è un fondo di verità infatti anch’io sono chiamata scherzosamente Treccani umana perché assorbo ogni tipo di informazione in maniera molto enciclopedica e teorica davvero velocemente.

( Piccola curiosità: Raymond è stato creato partendo da una persona realmente esistita che si chiamava Kim Peek e non era autistica ma savant. I savant hanno capacità straordinarie nelle arti o in altri ambiti, ma per disabilità molto grandi, che spesso intaccano anche lo sviluppo cognitivo, difficilmente possono avere una loro autonomia.)

In ultimo, le attitudini.

Sarà che sono discalculica ma non mi vedo per niente nello stereotipo del genio nella scienza. In televisione ci sono ancora poche rappresentazioni di autistico portato per le materie umanistiche.

Come tra i neurotipici, anche tra gli autistici ognuno ha le sue attitudini e non sempre sono nel campo scientifico.

Non tutti gli autistici sono geni e, ancora meno sono scienziati.

Spero che questo lungo articolo vi abbia aiutato a discernere tra genialità e prodigio per far cadere questo stereotipo molto pesante da portare sulle spalle. Per me è al pari dell’affettività e prima o poi lo spiegherò.

A presto,

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

18 pensieri riguardo “Sfatiamo falsi miti: Plusdotazione, genialità e prodigio vs attitudine e memoria nell’autismo

      1. Come avrai notato, non sono una lettrice accanita, ma più una del genere “fantasma”: appaio quando meno te l’aspetti e sparisco alla stessa velocità. E poi mi piace leggere di questi argomenti da te che sto imparando a conoscere… so che può sembrare stupido, ma dirti sì e poi non avere il tempo di seguirli, mi sembra brutto. 😦

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  1. il gifted underachiever potrebbe tradursi in maniera grossolana come genio incompreso, cioè che hai capacità cognitive altissime ma il mondo circostante non lo mette nella condizione di realizzarle?
    Ti ringrazio molto per questo articolo, pensavo che prodigio e genio fossero solo sinonimi: adesso ho capito che la differenza si base sulle innovazioni apportati ai vari campi di competenza.
    Avevo sentito parlare di plusdotazione (che forse è la parola più comune nel gergo parlato) qualche tempo fa in un video sulla pagina Facebook di Freeda, nel quale intervistavano la madre di un bambino plusdotato che si rendeva conto anche della forma geometrica dei tombini… la madre disse che le fece notare di aver trovato un tombino ottogonale e che per il bambino era una novità, perché gli altri incontrati per strada avevano tutte forme diverse.
    Mi accodo alla massa di persone che ti riconoscono un grande talento scrittorio e una grande cultura umanistica… seguendo la tua spiegazione attualmente il tuo potrebbe quindi trattarsi di esordi di un prodigio?
    Non mi è molto chiaro il discorso della sinestesia… in pratica si parla di ricordi così vividi che non si ricordano solo a livello visivo ma ci si proietta anche a livello uditivo, olfattivo, gustativo e tattile?
    Quindi tu durante la memorizzazione riesci a visualizzare il paragrafo, in quale parte di testo di trovasse e riusciresti anche a ricordare la punteggiatura? in pratica come se tu avessi fotografato una pagina nella tua testa? e per quante pagine alla volta riesci a fare questo tipo di memorizzazione?
    I savant possono rientrare nella categoria dei 2E oppure sono una categoria a parte?

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    1. È una traduzione molto terra terra ma sì, si possono considerare geni incompresi. Recupererò questo video. Me lo sono perso. Su di me non lo so, io mi sento molto modesta e non mi considero nemmeno un prodigio perchè in realtà questi bambini imparano a leggere e scrivere prima di andare a scuola e io non l’ho fatto. Ho alcune caratteristiche ma non mi considero né Gifted né prodigio. Sulla sinestesia mi devo documentare meglio perché non vale solo per i ricordi ma anche per la vita di tutti i giorni. Il sinestetico associa in ogni occasione più sensi. Sarà più facile spiegarlo chiedendo aiuto a chi lo è molto probabilmente, in questo caso la mera definizione non basta a capire. Non credo di arrivare a ricordare anche la punteggiatura, o, almeno, non ci ho mai fatto caso, però sì, la pagina in sé mi ricordo qual è. Una volta una mia amica mi chiamò perché voleva sapere la lezione e pur non avendo la pagina di diario davanti mi ricordavo perfettamente da che pagina a che pagina dovevamo arrivare. Sì, è una fotografia di quello che ho letto anche se potrei non saperlo ripetere perfettamente se non mi sono allenata abbastanza. Non lo so. A me può potenzialmente capitare anche con un intero manuale se l’ho già letto varie volte, suppongo.
      All’ultima domanda non so risponderti ma non credo. Sono una categoria a parte. Forse si potrebbero considerare prodigio nonostante il ritardo mentale ma non me sono sicura però non sono 2E.

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      1. mmm forse prodigio è eccessivo, ma il tuo è senz’altro un grande talento e questo ormai è un dato di fatto!
        WHAT??? un intero manuale, che riesci a fotografare nella tua mente? incredibile! ma quindi ricordi ovviamente anche tutti i paragrafi extra e le varie immagini?

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      2. Infatti ora ho imparato a riconoscere il mio talento. Quello di base c’è.
        A volte sì se l’ho letto e riletto. Capita pure con i romanzi a dirla tutta se mi distraggo e resto ferma sulla solita pagina per troppo tempo xD

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