Analisi di un personaggio: Elsa di Frozen (probabili spoiler di Frozen II- il segreto di Arendelle)

Un articolo un pò particolare che volevo scrivere da qualche tempo perché Elsa è forse il mio personaggio preferito in assoluto in generale infatti rientra nella lista dei probabili cosplay che vorrei fare.

La mia analisi si basa su un articolo del forum di Spazio Asperger e affronterà vari punti. Vorrei dire che eviterò gli spoiler del secondo film uscito un anno fa, ma è impossibile dato che lei è la protagonista.

Partiamo dal principio:

Elsa bambina nelle prime scene del film

Elsa è una principessa che vive nel regno di Arendelle. La sua particolarità è avere poteri magici legati alla criocinesi. Nelle prime scene del film compare anche la sorella minore, Anna.

Anna sveglia Elsa per giocare

La bambina vuole giocare con la sorella e la sveglia per questo. Tutto fila liscio finché Elsa colpisce accidentalmente la piccola alla testa perché cerca di evitare che cada dalle strutture di ghiaccio da lei create.

Da quel momento le due sorelle vengono divise forzatamente e i genitori si concentrano su Elsa per cercare di aiutarla a controllare questo potere lasciando da parte la secondogenita fino a che le due non restano orfane.

L’analisi inizia da qui:

Anna cerca di avvicinarsi alla sorella che però la rifiuta costantemente e, dall’altro lato, lei stessa non riesce a controllare i suoi poteri.

La buona fede dei genitori ha portato Elsa ad aver paura di sè stessa per anni e quindi non riesce a comunicare con la sorella, alla quale hanno cancellato la memoria e di conseguenza non ricorda dei poteri della sorella maggiore.

La scelta di parlare di Elsa non è casuale: Spazio Asperger la presenta come probabile rappresentate dell’autismo femminile.

La ragazza non comunica, o almeno, non a parole: si esprime con più naturalezza contando. Così come spesso l’autistico ha altre strategie comunicative perché è non verbale.

Fin qui nessun problema perché come ho già detto, anch’io mi esprimo meglio scrivendo per esempio. Ciò che mi ha fatto storcere il naso andando avanti con la lettura dell’articolo preso in esame è che, come sempre, l’Autismo viene associato alla mancanza di empatia.

Nel caso specifico la principessa sembra non rendersi conto che Anna chiede il suo aiuto anche perché sono rimaste solo loro due. Secondo me è una semplificazione eccessiva: come scritto sopra, lei cresce con l’idea di essere una bomba a orologeria che potrebbe anche uccidere la sorella minore nel momento in cui perde il controllo dei poteri. Si percepisce come un mostro e anche se volesse non può rispondere alle richieste dalla sorellina perché vuole proteggerla da sé stessa.

So per esperienza che non è questione di avere o meno empatia, a volte le difficoltà a entrare in contatto con qualcuno hanno una radice diversa e solo il tempo potrebbe portare a un riavvicinamento.

Se Anna è assai socievole e solare, la futura regina non ha la minima idea di come interagire con gli altri.

La difficoltà a interagire con gli altri e nella socializzazione è un punto cardine della diagnosi. La mia esperienza in merito verrà analizzata a tempo debito.

Non solo: i genitori le hanno lasciato dei guanti che deve indossare proprio il giorno dell’incoronazione per contenere i poteri.

I guanti di Elsa

Ho approfondito molto la sensorialità autistica e la sensibilità della ragazza a questo tipo di tessuto rappresenta un’ulteriore prova che lei può avvicinare le persone alla mia condizione.

Arriviamo al momento in cui le due sorelle finalmente si incontrano e hanno un accenno molto imbarazzato di conversazione.

Le due sorelle si rincontrano dopo anni

Ma, purtroppo, basta un nonnulla per far perdere il controllo ad Elsa ed è costretta a fuggire abbandonando il suo regno in un inverno perenne.

Tutti conosciamo Let it go \ All’alba sorgerò ma vi voglio lasciare comunque una versione della quale mi sono innamorata e la trovo una buffa coincidenza

La cover viene dalla prima puntata della sesta stagione e, come tutti i fan di Glee sanno, la doppiatrice originale di Elsa, ovvero Idina Menzel, era la madre biologica di Rachel Barry.

Ma torniamo alla fuga di Elsa:

Il nuovo vestito di Elsa

I suoi poteri, secondo Spazio Asperger, sono associati alla Sindrome di Savant e la forma assunta dal ghiaccio quando Elsa tocca gli oggetti richiama anche l’epilessia. Ho accennato al savant nello scorso articolo su plusdotazione e Quoziente Intellettivo: persone con grandi doti ma che nella maggioranza dei casi hanno ritardi mentali gravi e vivono in appositi istituti per essere seguiti tutta la vita.

A dire il vero, la più comune della associazioni fatte con i poteri della nostra protagonista è l‘omosessualità. Il parallelismo non è del tutto improprio visto che, in un certo senso, esporsi e parlare di autismo può essere considerato a tutti gli effetti un Coming out.

Elsa, non sopportando il peso di una socializzazione forzata nella quale è profondamente a disagio e deve mascherarsi, sceglie la fuga dopo quello che può essere considerato un meltdown con una conseguenza che colpisce tutta Arendelle ma ovviamente non dipendeva dalla sua volontà. Riesce a essere sè stessa senza filtri solo nel castello che lei stessa crea.

I poteri hanno un forte legame con le sue emozioni infatti appena Anna tenta di parlarle nuovamente lei si lascia di nuovo dominare dalla paura e rischia davvero di ucciderla dato che il raggio la colpisce al cuore.

Ma tutto finisce nel migliore dei modi e le due sorelle si riavvicinano. Di conseguenza Anna aiuta Elsa a imparare a convivere con i suoi poteri meglio di quanto abbiano fatto i genitori.

Siccome l’analisi di Spazio Asperger si basava solo sul primo film, per quel poco che posso dire sul secondo ci proverò da sola.

Non mi voglio soffermare troppo sul fatto che tanti etichettino Elsa come una Mary Sue, archetipo di personaggio femminile perfetto che ottiene tutto senza alcuna difficoltà e nel corso della storia non cresce davvero. Esiste anche la controparte maschile, ovvero Gary Stu. Non posso essere d’accordo con questo giudizio così duro.

Nel secondo capitolo Elsa entra in contatto con la tribù della madre, che richiama il popolo Sami – comunemente e non del tutto propriamente chiamato lappone ma non è la sede per parlarne perché è un discorso troppo complesso.- , un popolo che vive nella foresta a stretto contatto con gli spiriti della natura.

E’ un viaggio alla scoperta di sé che culmina con la completa accettazione della sua natura e il superamento della paura che l’ha accompagnata tutta la vita.

Abito finale

Nei miei sogni, se mai farò il cosplay, vorrei indossare proprio questo abito ma purtroppo temo che sia scomodo da portare quindi mi accontento dell’abito del primo film.

L’unico spoiler che lascerò, se così lo vogliamo chiamare, è la canzone finale Show Yourself.

Solitamente le tracce più importanti sono rilasciate prima dell’uscita del film quindi non so se considerarlo spoiler.

Mi sento molto legata a questa canzone e, benché io storca il naso ogni volta che sento parlare di diagnosi a personaggi immaginari, non posso dire di non sentire una forte affinità con Elsa e le sue difficoltà. Lei rappresenta ogni tipo di diversità e gli ostacoli che questa incontra nella società.

E la parte più bella è che entrambe le sorelle hanno il loro finale dopo un percorso così tortuoso e restano unite anche se non sono fisicamente insieme.

E’ stato una disamina molto sentita che spero vi abbia fatto capire come si possono realizzare personaggi che avvicinano i più piccoli alla mia condizione. Un altro esempio che voglio portare è Newt Scamander di Animali fantastici che è stato confermato come autistico dalla stessa autrice ma con la stessa premessa sull’empatia che sopporto poco.

A presto,

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

8 pensieri riguardo “Analisi di un personaggio: Elsa di Frozen (probabili spoiler di Frozen II- il segreto di Arendelle)

  1. Ma da quando i tuoi articoli hanno fatto un upgrade così bello a livello estetico? Hai inserito un sacco di immagini, gif, video davvero piacevoli ed interessanti! E comunque confermiamo ai lettori che il livello di spoiler è comunque intorno al 70% XD
    Non ricordo… quando Elsa nel film comunica contando?
    Sono completamente d’accordo con te: Elsa non è incapace di sentire il dolore ed il richiamo della sorella, ma benché riesca ad empatizzare con lei e di conseguenza a soffrirne, si è abituata a stare da sola con se stessa e si sente costantemente in colpa per aver rischiato di ucciderla. Lei hai una visione distorta di sé, che le è stata inculcata (anche se a fin di bene) dai genitori, arrivando a ritenersi un pericolo per l’incolumità della sorella, che è priva di poteri.
    Non sono d’accordo con la rappresentazione dei guanti… a mio avviso potrebbe essere un deterrente per non ritenere Elsa autistica, in quanto riesce a sopportarli a livello epidermico ed arriva sia a cercarli (dimostrando di esserci in sintonia) sia a detestarli, perché limitano i suoi poteri e la sua vera natura.
    Come poteva mancare il crossover con GLEE!!
    Non sono neanche d’accordo con l’interpretazione di accomunare Elsa ai savant, perché non ci sono ritardi mentali evidenti nel personaggio.
    Quale sarebbe il collegamento con l’epilessia? le esplosioni di Elsa sono associabili agli attacchi epilettici?
    Ok, allora ti spiego il motivo per cui Elsa era stata accostata al movimento LGBTQ (su questo sono preparata XD): in pratica ad oggi la Disney non ha ancora sfornato una principessa apertamente gay! E quindi il pubblico vede nella storia di liberazione di Elsa un vero e proprio coming out, un seguire la propria natura, che doveva essere correlata anche ad una storia d’amore fuori dallo standard. Però personalmente ritengo che aggiungere anche una storia d’amore o una simpatia con un personaggio femminile sarebbe stato come mettere nel calderone troppe cose. Il percorso di Elsa, che dir si voglia, è individuale e si basa sulla sua piena accettazione. Solo dopo una totale presa di coscienza di sé si potrebbe pensare a questa evoluzione, che spero Disney ci regali con un Frozen 3!
    E poi ricordi quando all’inizio Anna voleva sposare quel tipo conosciuto da pochissimo ed Elsa le fa chiaramente capire di essere una sprovveduta? Ecco, il mondo LGBTQ ha visto nella reazione di Elsa una sorta di presa di posizione contro il matrimonio standard e l’innamoramento fulmineo (cose che le persone LGBTQ mettono implicitamente in dubbio sin da piccoli), quando magari un’altra sorella avrebbe potuto gioire insieme ad Anna.
    Comunque il mio totale dissenso va a chi ha paragonato Elsa ad una principessa Mary Sue… ma come si può anche solo pensare, se Elsa rappresenta appunto tutto ciò che non è convenzionale?
    L’abito bianco di Elsa è un qualcosa di eccezionale, ma capisco che il velo lunghissimo potrebbe essere facilmente calpestabile al centro di una folla XD

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    1. Ma il primo film è uscito un sacco di tempo fa. Mi sembra troppo considerarlo spoiler. Sul secondo lo so ma volevo essere il più esaustiva possibile. Il discorso sul canto penso voglia significare che in effetti Elsa comunica tutta la sua difficoltà nelle canzoni più che nel parlato. Anche perché nella prima metà del film non ci sono grandi dialoghi da quando le due vengono divise. Sì in effetti i guanti sono anche un contenimento per i suoi poteri ma al momento dell’incoronazione sono fondamentali. I poteri sono metaforici in un certo senso quindi è ovvio che l’intento non è dire che Elsa ha un ritardo ma associarli a qualcosa che la rende speciale. La parte dell’epilessia non l’ho capita molto ma è riferita alla forma delle stalagmiti quando tocca gli oggetti che sono simili a quelli dei diagrammi derivati dall’epilessia. Grazie per la precisazione sul perché Elsa è considerata una rappresentazione anche per la comunità LGBT. Ho scoperto che certi fan le vedono in una maniera un po’… Particolare e non adatta a due sorelle diciamo. Sono opinioni che vanno accettate ma comunque di recente parecchi personaggi sono definiti Mary Sue. Vai a capire perché la vedono così. Il vestito resterà il mio sogno ma non lo potrò mai indossare un giorno intero a Lucca xD

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      1. Adesso ho capito, Elsa trova nel canto il suo modo di esprimersi al meglio e questo è vero, potrebbe essere una caratteristica! C’è da dire che comunque anche gli altri cantano tutto il tempo, penso che sia semplicemente l’impostazione del cartone animato, che lo rende molto affine ad un musical!
        Mmm continuo a non vedere assonanze tra Elsa e i savant… troppo tirata… invece per quanto estrosa almeno una motivazione geometrica c’è che riporta al campo dell’epilessia!
        Ho capito a cosa ti riferisci e tali rappresentazioni sono più che fuorvianti… dire che l’incesto è meglio evitarlo a prescindere XD
        Invece quoto la ship con la ragazza del popolo Sami, con la quale parla davanti al falò!
        Poi c’è il tuo ragazzo che invece shippa Elsa con i giganti di pietra, tanto da rinunciare alla corona…ricordiamocelo!
        Sono curiosa… quali altre principesse Disney sono definite Mary Sue?
        Eh l’alternativa è farti l’abito bianco senza velo, ma si rischia di perdere un chiaro e netto riferimento al personaggio, che ha nel proprio outfit rappresentativo proprio abiti con vistosissimi e chilometrici veli!

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      2. Beh sì, è comunque un film Disney quindi tutti cantano continuamente. Però comunque Let It Go fa capire il disagio di Elsa. Per il discorso sul savantismo io lascio il beneficio del dubbio perché è ovvio che non stiano dicendo che Elsa è ritardata, il senso è un altro.
        Sì, quell’idea malsana lasciamola perdere, è meglio 😅
        La ragazza della tribù è molto carina, chissà. Vabbè, la battuta di Francesco lasciamola perdere 🤣😅
        Non tanto principesse Disney ma personaggi letterari vari. In un certo senso l’archetipo di questo personaggio è Bella Swan. Anche se ormai va di moda dirlo per quasi tutti i personaggi femminili che tentano di affermarsi. Boh.
        Sì, infatti mi accontento dell’abito del primo film. L’ultimo è bellissimo ma infattibile. Tra l’altro la foto che ho messo del vestito non mi convince perché volevo che si vedesse per intero ma non se ne trovano molte.

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