Raccontare l’autismo attraverso la stand up comedy: Hannah Gadsby

Tornano gli articoli “fuori programma ma non troppo” dato che ora inizia la sessione invernale e per scrivere la recensione della graphic novel P, la mia adolescenza trans di Fumettibrutti voglio prima fare delle ricerche sulla terminologia per aggiungerla alla recensione visto che non posso dire molto essendo la sua autobiografia.

Oggi volevo parlarvi di una scoperta fresca risalente a ieri sera anche se in realtà ne ho sentito parlare mesi fa da Irene Facheris o Cimdrp in Palinsesto femminista che trovate su Spotify ma anche in tutte le applicazioni simili: la stand up comedian australiana Hannah Gadsby.

Questa comica ha per il momento due spettacoli disponibili su Netflix : il primo si intitola Nanette e parla della sua omosessualità, il secondo Douglas che ha come tema l’Autismo e la sua esperienza di diagnosi tardiva.

Questo spezzone è esilarante: la Gadsby racconta questo aneddoto legato a una lezione sulle preposizioni durante la quale la sua mente si fissa talmente tanto sull’esempio scelto dall’insegnante che si crea una sorta di “teatro dell’assurdo” in cui la piccola Hannah continua a fare domande minuziose sulla scatola finché la maestra non perde la pazienza proprio per la sua petulanza e per il fatto che non stava riuscendo a spiegare l’argomento della lezione.

La mente autistica, in effetti, tende a fissarsi su dettagli apparentemente secondari in certe spiegazioni e spesso si fanno voli pindarici proprio su quel dettaglio ignorando il resto. Non per questo, però, la persona non ha automaticamente capito la spiegazione solo perchè ha un modo diverso per arrivare alla soluzione. Devo ammettere che è successo spesso anche a me soprattutto iniziando a studiare filosofia che mi ha portato a ragionare molto per parlarne in privato con l’insegnante.

La Gadsby ha un umorismo sui generis che forse non tutti apprezzeranno. A me questo spettacolo è piaciuto davvero tanto e mi sono rivista nelle sue espressioni facciali. Questo spettacolo basta a smentire lo stereotipo dell’autistico privo di (auto)ironia che non sa scherzare.

Ci sono dei momenti in cui il tono cambia radicalmente e lo spettacolo diviene quasi serio che sono fondamentali per la riflessione. Lo volevo guardare da tempo e non me ne sono affatto pentita. Nei prossimi giorni recuperò Nanette.

Un’esperienza che aiuta a riflettere e sensibilizza senza diventare pesante e rischiate di annoiare. Consigliata per passare un’ora utile a smantellare determinati stereotipi duri a morire, criticati da lei stessa. Attenzione alle frecciatine che potrebbero colpire nel segno e non piacere, ma, ehi, fa parte del gioco, no?

Nulla da aggiungere, se qualcuno l’ha visto o vorrà farlo dopo la mia breve presentazione il dibattito è sempre ben accetto e i commenti sono attivi.

A presto con quella graphic novel così potente che merita una degna presentazione sia per i disegni che per la storia in sé e i termini a essa legati che vanno conosciuti e compresi. Il linguaggio è importante sempre, in questi mesi l’ho preso molto a cuore e userò il blog anche per questo.

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

16 pensieri riguardo “Raccontare l’autismo attraverso la stand up comedy: Hannah Gadsby

  1. Questo spettacolo ha avuto su di me uno strano effetto… lo sai che nell’arco di 48 ore sto sentendo in loop nella mia mente spezzoni dello sketch? Questo sì che è fare presa sugli spettatori XD e menomale che le persone autistiche non sanno far ridere, sono troppo permalose, troppo sensibili alle critiche e non sanno neanche fare autoironia! XD
    La storia della scatola e del pinguino è davvero surreale, ma al contempo geniale! Adoro la tua frase “Consigliata per passare un’ora utile a smantellare determinati stereotipi duri a morire”… 1 ora di divertimento, di riflessione e soprattutto di lotta (neanche tanto velata) al patriarcato… ammetto che è stata l’ora più ben spesa delle mie ultime settimane! Lo spettatore ne esce arricchito, istruito (soprattutto in storia dell’arte XD) ma anche enormemente divertito! Non vedo l’ora ti poter leggere anche l’altra recensione sul precedente spettacolo della Gadsby, ossia “Nanette”!

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    1. Vorrei tanto raccontarlo a Francesco ma è impossibile. Questo spettacolo puoi solo vederlo, se lo racconti ogni battuta perde di senso secondo me. Il cane fatto con i pastelli è bellissimo, devo ammetterlo xD le sue frecciatine sono oro 😉 comunque anche il racconto del tizio al parco per cani è surreale per quanto è imbarazzante 🙈 la storia dell’arte spiegata da lei acquistata un significato nuovo con quelle spiegazioni così anticonvenzionali 🤣🤣😎

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      1. Concordo totalmente, ma potete rivederlo insieme, perché è quel tipico spettacolo che non viene mai a noia! Quel cane è bellissimo ed inquietante allo stesso tempo! le sue frecciatine sono la colonna intera dello show… sai cosa? secondo me le persone dovrebbero usare questi 2 show come metri di giudizio: se riesci a non sentirti offeso o sotto accusa e puoi beneficiarne come arricchimento personale e come divertimento allo stato puro allora sì, sei una buona persona! sai che ora vorrei chiamare il cane Doug! Comunque sì, come vedi gli incontri bizzarri sono all’ordine del giorno e nei posti più inaspettati! Vogliamo parlare di come viene tratteggiato Michelangelo? Però ricordati di inserire nelle lodi del mattino un vivo ringraziamento al massimo esponente del Cubismo, che ci ha dato la possibilità di vivere in un mondo post-cubista XD

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      2. Lo riguarderemo infatti 😉 Michelangelo… Che tra l’altro si crede che possa essere stato Autistico, già… Comunque il primo quadro che ha mostrato mi ha fatto ridere un sacco proprio per la spiegazione. Ho appena visto un suo TED Talk, se vuoi te lo mando. Se un tizio del genere fosse capitato a me sarei fuggita per l’imbarazzo 🙈 non ci sarei riuscita a sostenere una conversazione con quel livello di cringe 😅

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      3. Eh infatti ci ironizza anche lei dicendo che era una testa calda, ma a suo modo sapeva socializzare XD Wow addirittura un TED Talk? Certo mandamelo pure! Più che altro perché oltre che cringe si era pure intestardito! Però, ripeto, adesso ho la voglia matta di chiamare il mio cane Doug!

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  2. Avevo visto lo spettacolo è ammetto di averlo trovato davvero interessante. Lei riesce a spiegare davvero bene questa particolarità è questa attenzione per dettagli che alcuni considerano secondari. Un ottimo articolo è un ottimo esempio!

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