Regressione rappresentativa e dannosa nel nuovo film di Sia

Oggi ho il (dis)piacere di analizzare Music, il nuovo film della cantante  australiana Sia. Non sarà facile, ma cercherò di mantenere una certa razionalità nonostante il fastidio provato durante la visione.

Prima di tutto, partiamo dall’antefatto perché le premesse di questo film erano disastrose fin dal primo annuncio: il tema portante dovrebbe essere l’autismo.

In tempo zero è già nata una polemica: se Music è autistica, perché la sua interprete è Maddie Ziegler, che è naurotipica?

Sia ha prontamente risposto di aver cercato di scritturare un’attrice autistica che però è stata esclusa dato che, a suo dire, era troppo complicato comunicare con lei. La cosa poteva chiudersi qui, invece la cantante ha affermato che “Se non riesci a mantenere i nervi saldi, allora sei un pessimo attore”. Non credo che la realtà possa avare un simile grado di semplificazione ma andiamo avanti.

La questione del far interpretare un personaggio disabile, autistico o di qualsiasi altra minoranza a un attore che ne fa parte è molto recente. Onestamente, sarei anche d’accordo con il ragionamento di base ma mi viene da dire che per quanto possa essere un trampolino di lancio per chi vuole intraprendere quella carriera, si rischia poi che la persona venga scelta solo per quei ruoli quindi si ritrovi ingabbiata. Magari nel caso di autismo e disabilità intellettive si potrebbe far collaborare un attore che rientra nella categoria con quello scelto per evitare stereotipi dannosi. Per le disabilità fisiche il discorso è molto più complesso perché scegliendo un attore abile, per adattarlo al personaggio spesso si deve ricorre a scelte come gambe create per chi deve interpretare un personaggio tetraplegico e, se visto da vicino, potrebbe non essere il massimo  per le persone che vorrebbero riconoscersi in quel personaggio.

Si è poi scoperto che per il film la cantante ha collaborato con Autism Speaks, un‘associazione che dovrebbe occuparsi di autismo ma è conosciuta per l’idea distorta che invece diffonde sulla condizione perché sono famosi per la volontà di voler curare le persone autistiche. Non so se entrerò mai nel merito dell’analisi di questa controversa associazione, date le troppe implicazioni emotive che il discorso avrebbe per me, ma parlerò molto presto del simbolo che loro hanno creato per rappresentare l’Autismo, un simbolo molto fuorviante che le persone autistiche non accettano. Se le ricerche fatte dalla cantante derivano da questa collaborazione forse non sono così attendibili come lei ha più volte affermato ma lo vedremo tra poco con un approfondimento del film.

Veniamo alla pellicola:

Trailer del film

Fin dai primi  minuti del film vediamo che la rappresentazione è assai fuorviante e stereotipata: Music ha espressioni che sfiorano il grottesco e la caricatura dato che è sempre vacua, disconnessa, non si capisce dove guarda. Lo si vede soprattutto durante le canzoni.

Prima canzone del film, Oh body.

Oltretutto quella che dovrebbe essere la rappresentazione dello stimming è utilizzata esclusivamente durante le canzoni e, anche in questo caso, sfiora il grottesco.

In più, l’uso delle luce stroboscopiche con questa intermittenza così veloce rappresenta uno stimolo visivo troppo forte che sicuramente non rende la visione del film piacevole per una persona particolarmente sensibile a questo stimolo. Alcuni autistici sono stati sovrastimolati anche dai colori troppo accesi usati sempre nelle coreografie.

Music è non verbale e, le poche volte che tenta di parlare, non coniuga i verbi e si esprime in una maniera molto offensiva. Per esempio, per chiedere la colazione non dice “Mi prepari le uova?”, dice ” Fammi uova”. Mi ha molto disturbato questa scelta. Durante la storia le daranno un tablet in modo che possa esprimere emozioni come felicità, tristezza o paura ma anche dare o meno il consenso a proposte ricevute da Zu ed Ebo. Pure qui, per quanto sia realistico che le persone non verbali utilizzino metodi alternativi di comunicazione come quello della ragazza, alla fine questa soluzione non porta una vera differenza perchè le emozioni non sono così lineari e facilmente comprensibili come il film suggerisce e in effetti Music non parla davvero.

La ragazza vive con la nonna, che descrive minuziosamente la sua routine e le sue necessità in un diario. La donna morirà e la tutela della ragazza passerà alla sorellastra Zu, tossicodipendente e spacciatrice. E’ un argomento molto delicato che, peraltro la cantante ha vissuto in prima persona, ma che è comunque trattato in una maniera assai raffazzonata.

La sorella sarà affiancata dal vicino di casa, Ebo, che conosce bene Music.

Qui abbiamo un gigantesco paradosso: Ebo spiega con precisione e in maniera abbastanza realistica la condizione della ragazza, ma, appena lei ha un meltdown, la soluzione che fornisce a Zu è quella di bloccarle gli arti, impedendole di muoversi.

Sono due scene che, tra l’altro, si presentano a poca distanza l’una dall’altra: nella prima sono all’interno dell’abitazione di Zu e Music, la seconda all’esterno durante una passeggiata.

Preferivo non scoprire questa tecnica disumana per la quale troppi bambini autistici muoiono per crisi momentanee mal gestite. Viene presentato come un gesto di amore ma non lo è affatto.

Music viene trattata alla stregua di un animale da compagnia al quale si dice di stare  fermo per evitare che faccia danni in situazioni importanti. La vera protagonista è in realtà Zu. Il primo parallelismo che mi è venuto in mente, ovviamente, è Rain  Man, per questo penso che sia una rappresentazione che si porta dietro una regressione dannosa che si sta cercando di superare. Anche se, a dirla tutta, Raymond è quasi migliore di questa ragazzina. La responsabilità non è di Maddie, che è neurotipica, ma della regista che si è documentata male.

Per quanto  la decisione di mostrare la mente della ragazza attraverso le canzoni possa essere poetica, non è il massimo proprio per come si evolve. A un certo punto c’è una breve canzone con sequenze definirei quasi psichedeliche per la velocità con la quale vengono alternate:

Could i love with no fear, Kate Hudson e Maddie Ziegler

Quindi, in definitiva: il film avrebbe potuto dare messaggi ottimi ma la realizzazione è stata disastrosa sotto tutti i punti di vista. Non è solo la rappresentazione dall’Autismo a essere errata ma anche la storyline di Zu permea messaggi diseducativi e non è sviluppata in maniera realistica.

Spero che questa analisi sia abbastanza lucida nonostante le emozioni negative che mi ha suscitato Music.

A presto,

Cate L. Vagni

PS: Un’idea che deve assolutamente  sparire e il film porta avanti fin da subito è quella che le persone autistiche siano magiche. Devo veramente commentare questa frase o anche lasciandola sospesa si capisce quanto questa narrazione non sia utile né per le persone autistiche né per chi le circonda? Badate bene che vale per tutti i tipi di neurodiversità e disabilità, non solo per la mia condizione. Siamo in molti  a sperare che si cambi modo per raccontare le diversità. Il cambiamento richiede tempo ma senza la collaborazione di chi non rientra in quella categoria sarà ancora più dura progredire.

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

22 pensieri riguardo “Regressione rappresentativa e dannosa nel nuovo film di Sia

  1. Quando ne ho sentito parlare, mi è spiaciuto molto.. Ho conosciuto da poco la musica di Sia e la trovo molto sensibile, mi ha confuso vedere questa cosa.. Però concordo, soprattutto nei video che hai postato, l’interpretazione è davvero grossolana e finisce per essere anche poco artistica (oltre che lontana dall’essere sensibile e rappresentativa). Fortunatamente ho letto che Sia ha compreso la situazione e ha ammesso di aver capito dopo di aver riposto male la sua fiducia. Speriamo si rimedi!

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    1. Se ha capito ben venga. Da quello che avevo letto ha reagito talmente male anche a critiche pacate che si è cancellata da Twitter. Infatti a me lei piace come cantante, questo scivolone non ci voleva proprio… È stato proprio pessimo

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  2. Non credo sia facile fare un film del genere senza urtare la sensibilità di qualcuno. Nella mia vita ho visto diversi film con attori non autistici, interpretare questo ruolo. Sono stati bravi? Sono stati credibili? Questo non posso dirlo, io non so cosa si prova a vivere questa condizione, ma la “massa” ha dichiarato che Dustin Hoffman, per esempio, è stato bravo in questo. Io da “ignorante” posso affermare che la sua interpretazione, esattamente come quella di Freddie Higmore, sono state toccanti, ma non potrei mai affermare se sono credibili o stereotipate.
    Quando Complicated Love (il mio romanzo a tema omosessuale) è stato letto da una persona bisessuale, mi ha fatto notare con rimprovero che non avevo approfondito il percorso del protagonista da etero a gay, che non avevo dato voce al suo dolore interiore e io le ho risposto che non avrei mai potuto farlo, perché non so cosa si prova e fantasticare o stereotipare, appunto su qualcosa per cui migliaia di persone nel mondo soffrono, mi sembrava una mancanza di rispetto per chi, quella condizione la vive…senza contare il fatto che non era quello il tema del romanzo, perché il protagonista non si accorge di essere gay durante la storia, lui è consapevole da subito dalla sua situazione.
    Quello che voglio dire è che non basta fare un film o pubblicare un libro su uno specifico argomento solo per attirare/attivare la sensibilità delle persone, perché farlo senza cognizione di causa, senza sapere davvero, senza aver fatto le giuste ricerche, non attivi altro che rabbia e disappunto che poi, è quella che leggo in questo tuo post.
    Scusa se mi sono dilungata, spero di non aver scritto troppe sciocchezze. 😅
    Un abbraccio.

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    1. Ci tengo a precisare che il fatto che continuo a citare Rain Man come esempio non vuole dire che io non riconosca l’importanza di quella pellicola e del lavoro di Hoffman. A suo tempo è stato un film importante e lo è tutt’ora. Purtroppo anch’io sono stata ingiustamente paragonata a Raymond ma quello era un limite della persona che avevo di fronte, non si può accusare il film per questo. Mi sa che mi devo decidere a recuperare The Good Doctor. L’ho lasciata da parte perché, come purtroppo era successo con Sheldon, per un periodo mi angosciava pensare che Shaun dovesse rappresentarmi.
      Sto leggendo il tuo primo romanzo e ho in conto di fare altrettanto con Complicated Love una volta concluso. Capisco il tuo ragionamento. Anch’io ho inserito alcuni personaggi LGBT nei miei romanzi e mi sto documentando il più possibile. Se mai usciranno non è detto che piacciano a tutti ed è giusto così ma sto facendo del mio meglio per renderli credibili e non macchiette. Anche se non è comprensibile in toto si fa del nostro meglio per mettersi nei panni degli altri. Il tuo discorso è chiaro e sono completamente d’accordo con te 😘

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      1. La stupidità di colui o colei che ti ha paragonata a Raymond, merita una testata sulle gengive come minimo! -_-
        Tolto questo, non sforzarti di guardare qualcosa che ti mette a disagio, Ognuno ha la propria sensibilità e se hai scartato quei titoli in passato, ci sarà stato un motivo. Per cui, non sforzarti, non muore nessuno, ok? 😉
        Sono contenta che tu abbia capito.
        Per qualsiasi cosa, ci vuole il giusto rispetto e tatto, poi non si può piacere a tutti, ma questo è un altro discorso.
        Ho visto attore senza problemi interpretare disabili con una magistralità paurosa che, in questo caso, dimostrano la bravura dell’attore in questione…
        Proprio tempo fa, lessi una polemica di una ragazza disabile che nonostante riconosceva che l’attore fosse stato bravo in un determinato ruolo (Michael Sheen, ovviamente… sono di parte? Yessa! x°D), aveva storto il naso perché sosteneva che, per quel ruolo, potevano prendere una persona con veri problemi motori… Vero, sacrosanto e giusto ma io a volte penso che siano proprio ragionamenti di questo genere a “ghettizzare” la categoria.
        Tutti dovrebbero essere adatti a far tutto, senza contare che, ma questo è un mio personale parere, prendere un vero disabile in quanto tale non ha la stessa agilità di una persona senza problemi, in caso di una spinta sbagliata o un qualsivoglia problema sul set, questo non sarebbe stato in grado di proteggersi da solo, anche perché il personaggio interpretato da Sheen era davvero tanto limitato. Non era un attore sano seduto su una carrozzina, di quelli i film ne sono pieni e non sempre credibili.
        Grazie ancora per aver acquistato il mio romanzo ❤

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      2. Purtroppo è una persona che mi è stata vicina per troppo tempo senza veramente capirmi… Ma passiamo oltre.
        Di recente ho rivisto The Big Bang Theory e non ho avuto problemi a guardare Sheldon. Ora la vivo con più distacco. Potrebbe succedere anche con Shaun. Ci devo pensare bene però.
        Sì, infatti il set andrebbe reso il più possibile inclusivo anche per attori con disabilità fisiche in modo che possano lavorare. Ma vale anche per attori Autistici che rischiano la sovrastimolazione sensoriale. Per questo l’affermazione di Sia è imbarazzante e sbagliata. Non è giusto accusare la persona Autistica per limiti che non dipendono dalla sua volontà e se desidera recitare non sei nessuno per dirle che non può. È questa la cosa grave che tutti le hanno fatto notare e Sia si è offesa. Il punto è questo. Nessuno mette in discussione la bravura di attori che non rientrano nella categoria ma sarebbe bello dare il giusto spazio a tutti senza, però, ghettizzarli e sceglierli solo per quei ruoli.

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      3. Comprendo perfettamente e ti do ragione che poi, senza cattiveria, ma questa gente considerata “normale” continua a fa notare i “limiti” altrui, come se anche loro non ne hanno. Tutti abbiamo dei limiti oltre i quali non possiamo andare, che siano fisici o psicologici.
        Ripeto, non sentirti obbligata, pensa a fare quello che ti fa star bene. Io di The Good Doctor ho visto una manciata di puntate e la serie in se non mi piace, ma riconosco la bravura dell’interprete, tutto qui. ^_^

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      4. Sono pienamente d’accordo con la prima parte del discorso. Sulla serie capisco cosa vuoi dire. Non mi sentirei comunque obbligata. Anche vedere questo film è stato faticoso ma l’ho fatto per rendermi conto di quanto poteva cadere in basso visto che le premesse già di per sé gridavano al disastro totale 🤦🤦

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      5. ehm ehm diciamo anche che per qualsiasi dubbio o perplessità sull’argomenti LGBT sono sempre disponibile… ovviamente posso solo attingere alla mia esperienza, che non è quella universale, ma so bene quanto quel determinato processo sia doloroso e quanto valore abbia un coming out. Vedo le nuove generazioni più libere in questo, non c’è più lo stesso struggimento di una volta e questo mi rallegra moltissimo.

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  3. Questo film ha suscitato in me reazioni contrastanti: quando mi hai detto che la mia beniamina (Sia) stava girando un film che parlasse di Autismo non potevo che esserne veramente felice… Sto conoscendo questo mondo a me estraneo fino ad un paio d’anni fa grazie a te e pensare che la mia cantante preferita fosse diventata non solo regista, ma che avesse avuto il coraggio di trattare un argomento così ancora tanto spinoso non poteva che rendermi ancora più fiera di lei e galvanizzata all’idea di vederlo. Poi tu hai incominciato a raccontarmi tutti i malcontenti, le scene fuorvianti, l’aver chiesto aiuto ad associazioni opinabili e ti dirò volevo ostinarmi a vederci ancora del bello. Non che non ti credessi, sia chiaro, ma speravo che alla base ci fosse una sorta di malcontento generale che fosse generato da una rappresentazione in cui solo alcuni non si potessero rispecchiare. Invece ho avuto modo di vedere alcuni estratti del film e la sensazione che ho provato è stata la delusione…e ne sono rimasta delusa io che sono neurotipica, figurarsi voi soggetti, tiranti in ballo! Quella che ho visto rappresentata è la percezione standard, che un neurotipico ha dell’autismo, perché sia chiaro che nessuno sa che esistono livelli di autismo e che si tratti di uno spettro, ma nella nostra visione stereotipata, che ci porta a chiamarvi “poverini” ci sono personaggi come la coprotagonista del film. Con questo non sto dicendo che non esiste quel tipo di autismo, anzi, se parliamo dell’interpretazione del livello 3 dell’autismo, il lavoro di Maddie non è pessimo, ma a scanso di equivoci, doveva essere palesato fin da subito che quello si tratta della forma più grave, che rappresenta solo una percentuale dell’intero spettro.
    Per la scelta dell’attrice mi dispiace soltanto che Maddie abbia avuto dei crolli nervosi per dover comunque interpretare un ruolo, che non sentiva nelle sue corde, solo perché pupilla di Sia. Il loro legame artistico è indissolubile perché entrambe hanno portato maggiore notorietà l’una all’altra, ma arrivare all’essere costretta mi sembra davvero eccessivo.
    Io faccio parte di quelle persone che non ritiene che le persone senza disabilità non possano interpretare persone disabili… penso al magnifico lavoro fatto da Eddie Redmayne nel film “La teoria del tutto”, che tratta la vita di Stephen Hawking e ovviamente della sua malattia… ci ha vinto un Oscar con quella interpretazione! Ritengo che però le persone, che presentano quella disabilità, se non adatti ad interpretare quel ruolo (dovrebbero avere comunque la precedenza nel poter essere scelti) dovrebbero affiancare l’attore non disabile e farlo diventare un secondo sé.
    Le canzoni di Sia musicalmente continuano ad essere una bomba, ma quando ho potuto visionare il video ho pensato anch’io che non fosse nient’altro che artistico… e non quell’artistico bello, ma semplicemente quell’artistico che segue la moda scenografica (orribile) attuale. Ho subito pensato che quei video, che dovrebbero rappresentare la mente della protagonista, non avrebbero potuto mai essere frutto di una mente autistica, perché troppo repentini, con colori troppo accesi e con luci troppo dirette… un cocktail perfetto per la sovrastimolazione sensoriale! Come ti ho anticipato su Whatsapp anche la trama della sorella dedita allo sballo, che è costretta a maturare è ormai trita e ritrita. La scena del meltdown ha fatto arrabbiare pure me, perché, da persona che ahimé non ha pieno controllo della rabbia, so bene che in determinati momenti è meglio piuttosto lasciarci soli a sbollire che cercare di limitarsi in qualsiasi modo… so bene che il meltdown è ancora peggio di un attacco d’ira e quello che parte come un atto contenitivo per evitare che la persona si possa ferire involontariamente, diventa un atto di coercizione fisica, che non può che ripercuotersi a livello emotivo sulla persona trattenuta.
    p.s: gli autistici sono magici? Certo, ce l’hai insegnato tu che sono figli delle fate XD

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    1. Ma infatti Sia piace(va) anche a me e continuo a pensare che la sua voce sia potente. Su quello nulla da dire. Poteva anche cimentarsi nella regia ma non così. Questo film è imbarazzante e, purtroppo, alimenta la discriminazione che già subiamo. Purtroppo, a meno che non si tratti di (ex) Sindrome di Asperger, non specificano mai il livello di Autismo ed è assai fuorviante. Ma infatti anch’io ho un’opinione abbastanza borderline sul discorso degli attori e le minoranze: nessuno mette in dubbio le capacità attoria di un attore NT o abile però sarebbe bello dare spazio a tutti rendendo il set quanto più inclusivo possibile altrimenti attori disabili/ neuroatipici non potranno mai farsi conoscere. Io la vedo così.
      Eeh certo, infatti io sono una fatina 🤣💙

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      1. Continuo anche a pensare che la regista non sia la persona che decide tutto nel film. Credo che anche i produttori stessi influiscano in maniera netta. Mettici anche il fatto che si sia fidata di un’associazione che tende a voler curare l’autismo e ad attingere senz’altro dalla loro “esperienza” in materia e il disastro è servito. Diciamo che Sia è solamente un’altra pedina di un sistema marcio, che però ci ha messo la faccia e si becca le critiche

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      2. Sì, le responsabilità vanno spartite ma io non me la sento di giustificarla. La ragazza del primo commento ha detto che pare che alla fine Sia abbia capito i suoi errori e voglia rimediare. Speriamo bene. Voglio crederci. Io continuo a ribadire che l’unica per la quale provo dispiacere è Maddie perché ora, se anche volesse recitare di nuovo, sicuramente non verrebbe scelta visto che è candidata ai Razzie Awards…

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  4. Certo, sugli attori NT la penso anch’io nello stesso modo. Partiamo dal presupposto che il cinema per me deve essere lo specchio della vita e pertanto se costruisco un personaggio autistico significa che devo attingere dalla realtà autistica. È la persona che fa il ruolo, non il ruolo che deve plasmare la persona. Nel caso fosse impossibile lavorare con determinati tipi di attori, non bisogna semplicemente metterli in un angolo, ma continuare a renderli parte attiva della creazione del personaggio

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