2 aprile 2021: Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo. Parliamo di simbologia e rappresentazione negli spot.

Se il 18 febbraio 2021 è stata la Giornata Mondiale della (Ex) Sindrome di Asperger, oggi, 2 aprile 2021, è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’autismo.

L’articolo che vi presento ce l’ho in mente da quando ho aperto il blog e tratterà due temi specifici: la simbologia usata per rappresentare l’Autismo e come veniamo rappresentati nella maggior parte degli spot dedicati a questa giornata.

La precisazione da fare che molti autistici hanno più volte ribadito che, sia il 18 febbraio che il 2 aprile, non sono giornate decise dagli autistici per sè stessi ma da altre associazioni dalle quali, per altro, quasi nessun autistico si sente rappresentato. La giornata decisa dagli autistici per gli autistici è il 18 giugno, ovvero l’Autistic Pride Day.

L’associazione mondiale più controversa in questo campo è Autism Speaks, che avevo citato anche nella recensione a Music. Ciò che la maggioranza delle persone autistiche evidenzia è che questa associazione usa un tipo di terapia, chiamata ABA, che dà l’impressione di essere un metodo per “curare” la nostra condizione più che per aiutare gli autistici a diventare autonomi e inserirsi nella società. Da qui si apre il primo argomento ovvero la simbologia legata all’Autismo.

Tale associazione ha sempre usato il pezzo di puzzle blu come simbolo per riferirsi all’Autismo.

Pezzo di puzzle blu di Autism Speaks

Tale pezzo di puzzle è fortemente fuorviante perché porta con sé l’idea che gli autistici debbano essere aggiustati e abbiano il cervello rotto. Concetto che deve sparire il prima possibile perché è dannoso per gli autistici stessi.

Anche la scelta del colore è oggetto di dibattito: parecchi autistici preferirebbero che venisse utilizzato il rosso ( creando l’hashtag #redinstead) o l’oro (#LightItUpGold).

Il simbolo creato dagli autistici stessi è l’infinito con l’arcobaleno o dorato.

Prima versione: infinito con i colori dell’arcobaleno per rappresentare lo Spettro Autistico

L’ho messo anche nella pagina iniziale del blog dove presento i temi che tratto.

Seconda versione, ovvero quella dorata.

Lascio alcuni spunti che preferisco evitare di approfondire riguardo ad Autism Speaks e la Terapia ABA. Ho trovato alcuni video della suddetta terapia quando era agli albori e mi ha turbato davvero tanto. Ad oggi si sarà certamente aggiornata ma non sono così sicura che sia possa effettivamente agire sulla mente della persona autistica senza essere invasiva e creare traumi nel paziente. La grande controversia è legata a quelli che vengono chiamati comportamenti problema che vanno dal semplice stimming, che di per sé è fisiologico per la persona come fonte di autoregolazione degli stimoli sensoriali e in linea di massima non fa male a nessuno, alle crisi legate ai meltdown, che in effetti possono diventare pericolose per gli altri: la terapia vorrebbe eliminarli perché non socialmente accettabili, senza contare che, appunto, proprio lo stimming serve a prevenire le crisi.

Sono d’accordo che il pezzo di puzzle blu debba essere eliminato e abbia un significato molto triste ma sul colore sono un pó di parte dato che il blu è il mio colore preferito. L’infinito è un ottimo sostituto in entrambe le versioni anche perché vuole rappresentare la neurodiversità in senso più ampio.

Ora passiamo al secondo punto: la rappresentazione negli spot.

Agli albori del blog avevo trattato il tema degli stereotipi e della rappresentazione mediatica dell’Autismo nelle serie TV parlando di Sheldon Cooper. Adesso voglio approfondire questo argomento da un’altra prospettiva comunque legata alla televisione.

Spot del 2 aprile 2016

Questo breve spot di quattro anni fa è molto semplice e di impatto, su questo non ci sono dubbi. Quasi sicuramente lo spot è stato realizzato in buona fede ma è innegabile che la rappresentazione sia alquanto problematica: da un lato, su un pianeta, c’è un bambino neurotipico, dall’altra, chiuso in una bolla, c’è il bambino autistico. Già l’immagine della bolla va analizzata e bisogna evidenziare cosa non va in questa scelta: nessun autistico è “chiuso in una bolla”, “vive in un mondo a parte” o, peggio, “è un alieno”. Questo è uno stereotipo che può portare fuori strada: la nostra mente funziona in modo diverso da quella neurotipica ma restiamo sempre e comunque persone che cercano di entrare in contatto con una realtà che spesso si scontra con le nostre necessità.

I due bambini si avvicinano dopo che il primo disegna un cuore sulla bolla dell’altro e quindi lui “lo lascia entrare”. E’ un avvicinamento che in realtà dovrebbe avvenire da entrambe le parti. Bisogna tendersi la mano a vicenda, non pretendere che uno dei due faccia il lavoro di entrambi.

Quello che vi presento adesso, invece, non è stato realizzato specificatamente per questa giornata ma per parlare di inclusione ed è del 2019.

“Mica scemo” progetto dell’‘Associazione Vinci presentato con questo spot di Antonio Palumbo con Migo di Pasquale

Il protagonista dello spot è un adulto autistico. Questo è già un passo avanti per far capire che autistico lo sei per tutta la vita, non solo da bambino.

La decisione di prendere lo stecchino dal panino dalla donna senza dirle nulla per poi ridarglielo con altrettanta calma fa in modo che la donna e la bambina lo guardino con sospetto. Le parole usate nel video chiariscono che lui comprende che il suo comportamento possa essere mal interpretato dagli altri. Parla delle percezioni autistiche e dice che non si sente migliore dei neurotipici pur essendo diverso. E la sua condizione non lo rende stupido. Da qui il titolo dello spot.

Spero che questi due argomenti vi abbiano fatto riflettere. Si potrebbe discutere anche sul concetto di consapevolezza e sul significato che potrebbe assumere in questo lungo e tortuoso percorso di sensibilizzazione e accettazione di una realtà ancora ampiamente fraintesa.

A presto,

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

8 pensieri riguardo “2 aprile 2021: Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo. Parliamo di simbologia e rappresentazione negli spot.

  1. Mi dispiace venire a conoscenza del fatto che abbiate 2 ricorrenze non scelte da voi… posso sapere come mai alla fine avete (giustamente) scelto proprio il 18 giugno? pensi che in tale occasione uscirà un altro articolo simile a questo?
    Noto che comunque il problema di ripresenta anche con la scelta del simbolo… sempre qualcun altro che sceglie per voi XD poi comunque non capisco proprio il motivo della scelta del puzzle… cioè voi sareste la tessera mal fabbricata che non completa il puzzle? perché così è davvero meschino e non riesco a capire come possa passare un messaggio del genere. Decisamente molto meglio il simbolo dell’infinito (e vabbé dai, noi della comunità lgbtq+ rimaniamo pur sempre magnanimi, quindi vi lasceremo usare pure il colore arcobaleno XD) perché in primis è una vostra creazione e poi dai anche a livello visivo non c’è paragone!
    Per i video ti dirò… non mi hanno entusiasmato affatto… e ti dirò di più… il primo, quello che dovrebbe toccare le corde del cuore, è quello che mi ha lasciato più perplessa per alcuni motivi: il primo è che non piace neanche a me l’idea della bolla, come se foste nel vostro mondo ovattato e nessuno potesse avvicinarvisi. Non mi piace neanche il contesto dove un singolo individuo (e non la comunità) prende a cuore il bambino nella bolla, come dire che anche chi decide di entrare nel vostro mondo alla fine diventa un’eccezione della società. Non mi piace l’uso di colori così tristi e neanche l’ambientazione così vuota di persone, che non fa altro che ribadire che il bambino si crea una bolla nonostante non ci sia nessuno attorno, che possa disturbarlo. Inoltre concordo con te che passa anche il messaggio del bimbo autistico che involontariamente si comporta da egoista e pretende che le persone si adeguino a lui, quando invece vedo benissimo quanti sforzi vengono fatti dalle persone con neurodiversità per andare incontro alle persone neurotipiche… e abbiamo constatato che non vengono fatti altrettanti sforzi dall’altro lato.
    Il secondo video continuo a vederlo come un’estremizzazione, che rappresenta solo una percentuale degli autistici e non la totalità, così da rafforzare il concetto stereotipato di autistico “poverino”. La cosa che ho apprezzato invece è il messaggio, in cui si mette in dubbio l’efficienza di una mente neurotipica, che, come spesso ti faccio intendere, è spesso fallace in determinati ragionamenti, dove magari la mente autistica invece va dritta alla meta! E viceversa ovviamente.

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    1. Sai che non ne ho idea? Non so perché abbiano scelto proprio il 18 giugno ma proverò a fare qualche ricerca in merito. Sì credo che uscirà un articolo quel giorno e ti dirò di più: su Tik Tok ho preso la canzone Show Yourself (Mostrati) da Frozen II da usare proprio quel giorno. Credo sia una delle canzoni più importanti dopo Numb che resta imbattibile insieme a Radioactive degli Imagine Dragons. Vediamo. Data la mia lentezza mi sono imposta di finire (almeno) la prima stagione di Atypical per quel giorno e forse l’articolo parlerà di quello ma non lo so. Ci devo pensare anche tenendo conto di tutti gli altri impegni.
      Il pezzo di puzzle blu è stato reinterpretato da qualcuno con un valore meno negativo come “Pezzo che manca per completare il puzzle che comprende anche i Neurotipici” più che come “Gli Autistici sono difettosi e con il cervello da aggiustare” ma gli attivisti Autistici non sono d’accordo con questa reinterpretazione. Ti ricordo che il tizio che ha creato la terapia ABA ha creato anche le terapie di riconversione quindi… Sì, il primo spot è davvero triste. Non mi piace per niente. Per avvicinarsi ci si deve trovare a metà strada, non si deve pretendere che sia solo una persona a fare tutto… Il secondo spot a me è piaciuto di più se devo essere sincera. Lui viene guardato male da tutti ma sostanzialmente se ne frega ed è lui stesso ad asfaltarli dicendo che non è scemo e capisce che lo prendono per strano. Non ci rappresenta tutti ma è sempre meglio di uno che non ci rappresenta per niente. Non so

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      1. Approvo totalmente l’idea della canzone su Tik Tok! Beh non posso che sollecitarti nel portare a termine tutte le stagioni di Atypical, anche se credo che la terza non sia l’ultima, dato che lascia molto da esplorare. Ti dico solo che è ben strutturato, mai stucchevole ed è un crescendo, perché anche i personaggi più “cattivelli” mostreranno il loro lato più buono. Ah beh magra consolazione… sareste il tassello mancante a completare la vita quasi “perfetta” del mondo neurotipico? come la metti anche se così sarebbe meno dispregiativo è comunque errato, perché vi vede come suppellettili ad abbellire la società neurotipica, quando invece dovrebbe trattarsi di un scambio reciproco per potersi migliorare a vicenda. Appunto, le terapie riparative nascono per riportare i pazienti sulla retta via, figuriamoci se il presupposto per voi possa essere diverso! Beh diciamo che gli atteggiamenti sono molto estremizzati e anche l’arancia con le bandierine mi ha fatto storcere il naso… il messaggio che manda per fortuna è positivo e potente. Adoro che abbiano trovato il modo di far vedere che grazie alla grande attenzione per i dettagli, che sovente sfuggono ai neurotipici, il protagonista aiuta la signora a non farsi del male!

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      2. Sì mi pare di aver capito che appena potranno inizieranno a girare la quarta stagione. Incrociamo le dita. Quel pezzo di puzzle infatti va comunque eliminato il prima possibile e pare che la “cara” associazione che l’ha creato lo abbiamo modificato per “adattarlo” al simbolo che vi siamo creati quindi pure il loro pezzo di puzzle ora è arcobaleno. Poco paraculi, insomma… 🙄 L’autore di Eccentrico ha creato un termine alternativo a “inclusione” che se ci fai caso è piuttosto problematico e ha suggerito “Convivenza delle differenze” che rende meglio. È un tema enorme questo e infatti anche la reinterpretazione di quel simbolo è altrettanto problematica. Non siamo “in più”, siamo persone e abbiamo la stessa dignità di un Neurotipico. Ma vale per tutti, anche per le persone con disabilità per dirne una ( si, ho scoperto che la ragazza che ha ispirato l’articolo sulla 104 ha detto che si è meglio usare “persona con disabilità” e non “disabile*, il contrario delle rivendicazioni degli Autistici se ci fai caso) che sono escluse esattamente come gli Autistici. Sono sempre discorsi che alla fine diventano universalmente applicabili. Sì, gli atteggiamenti di quell’uomo sono molto estremizzati. L’arancia con le bandiere rappresenta il suo interesse assorbente, mettiamola così. Da questo punto di vista non è negativa. Comunque ribadisco che è una rappresentazione migliore della prima. Il primo spot è proprio triste e degradante… 😕

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