Il piccolo scaffale dei sogni compie un anno: storia di una futura catalogatrice

Oggi il blog compie un anno. Per festeggiare vi racconterò di come ho capito che il mondo delle biblioteche è molto più sfaccettato di quanto si pensa. Io stessa se non avessi studiato non avrei mai compreso di preferire la catalogazione al servizio di reference.

Al secondo anno di triennale ho sostenuto l’esame di archivistica generale scoprendo un mondo che non tutti conoscono davvero. Fu un esame molto interessante e prepararlo mi piacque.

Il primo esame del terzo anno fu biblioteconomia e questo mi aprì davvero gli occhi: studiai la storia di diversi bibliotecari e capii che all’interno di questo ambiente non ci sono solo i bibliotecari che si rapportano con il pubblico, ma anche i catalogatori, senza i quali sarebbe difficile trovare i cataloghi con libri, film e tutti i servizi che offre la biblioteca. Esiste una regolamentazione che si aggiorna annualmente e si sta adattando alla rete. Scoprendo questo lavoro ho capito che, per quanto io non lo escluda totalmente, per me è più adatta la catalogazione che la parte fondata sul rapporto con il pubblico che tutti conoscono. Il bibliotecario indiano Shyali Ramamrita Ranganathan ha stabilito cinque leggi fondamentali per l’efficienza del bibliotecario: I libri sono fatti per essere usati, a ogni lettore il suo libro\ i libri sono per tutti, a ogni libro il suo lettore, risparmia il tempo del lettore e la biblioteca è un organismo che cresce. Magari potrei spiegare ognuna di queste regole in futuro. Il servizio di reference, unico aspetto della biblioteca che conoscevo prima di studiare questa materia, purtroppo non si adatta molto a me e alla mia condizione. Può bastare veramente poco per farmi passare da una buona guida a una che se la prende con l’utente perchè la ricerca non è immediata e non ci capiamo, sfortunatamente. In linea di massima agli autistici si sconsiglia di svolgere lavori a contatto con il pubblico proprio per le sfide sensoriali che devono affrontare ogni giorno.

Sempre al terzo anno ho dato un secondo esame di archivistica, tecnica.

Fin da piccola ho letto tanto. Ci sono stati periodi in cui ho pensato a una carriera diversa ma mi sono ricreduta subito. Sapevo che il lavoro in biblioteca era la mia strada. Sempre durante la triennale, durante il corso di Letteratura umanistica, abbiamo visitato la Biblioteca Medicea Laurenziana. Durante quella visita ho avuto come la sensazione che la biblioteca mi stessa chiamando.

A Natale di due anni fa, tramite il canale di Julie Demar, ho scoperto l’esistenza dei Taschen, cataloghi enormi che trattano gli argomenti più disparati.

Massimo Listri, The World most bautiful libraries, Taschen

Non immaginavo di trovarmi davanti un mastodontico catalogo con le foto di tutte le biblioteche più belle del mondo che ora si trova sulla mia scrivania perchè non ho altro posto dove metterlo.

La magistrale mi ha aperto un mondo sia sull’archivistica che sulla biblioteconomia. L’esame della magistrale che è l’evoluzione di quello dato alla triennale è stato Catalogazione per il quale ho studiato le nuove regole di catalogazione che cercano di creare un collegamento tra archivistica e biblioteconomia, due realtà apparentemente simili ma profondamente diverse. La mia strada è quella della catalogazione e ne sono sempre più convinta. Il mio obiettivo è svolgere un tirocinio in questo ambito e sto tenendo i contatti con una biblioteca per cercare di realizzarlo nonostante questa situazione. Il primo esame dato a inizio magistrale aveva una parte pratica svolta dentro la Biblioteca Nazionale Centrale per studiare i libri antichi e le loro caratteristiche, Teorie, tecniche e tecnologie per archivi e biblioteche o Bibliologia. Insieme, per l’appunto, a catalogazione, è stato uno dei miei preferiti. Ho frequentato anche un Laboratorio di Classificazione per apprendere la Classificazione Decimale Dewey, fondamentale per questo lavoro, e ho usato le schede di catalogazione che seguono la regolamentazione RDA. Approfondirle a una a una è interessante, sono consapevole che per tutti voi siano tecnicismi incomprensibili. Cercherò di farlo con il tempo, magari.

In più, come accennavo parlando dell’esame di biblioteconomia, potrei anche raccontare le biografie di alcuni bibliotecari che hanno fatto la storia della disciplina a partire dal mio preferito, Antonio Magliabechi, una delle mie “cotte storiche” senza il quale la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze difficilmente sarebbe nata.

Busto di Antonio Magliabechi alla BNCF.

Spero che questo viaggio vi sia piaciuto,

A presto e grazie a chi era presente fin dall’inizio e a chi è arrivato recentemente. Siamo già più di cinquanta.

Cate L. Vagni

Pubblicato da Cate L. Vagni

Laureata in lettere moderne e frequento la Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Piccolo spazio personale dove poter esprimermi su ciò che mi sta a cuore.

16 pensieri riguardo “Il piccolo scaffale dei sogni compie un anno: storia di una futura catalogatrice

    1. Infatti la catalogazione è un aspetto poco conosciuto ma fondamentale per la sopravvivenza delle biblioteche in era tecnologii. Senza la cura dei cataloghi digitali perderemo tantissime biblioteche ed è un peccato. Bibliotecari e catalogatori devono saper collaborare all’interno dell’ambiente. Il mio percorso di studi mi ha aperto gli occhi e ora so cosa voglio fare davvero. La biblioteca mi ha accertata. Speriamo che il progetto prenda piede e io possa realizzare questa prima esperienza 💪💙😘

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  1. Io sono entrato nel mondo biblioteconomico di recente. Ritrovandomi disoccupato, ho pensato di provare a intraprendere una strada che, da studente di lettere, avevo vagheggiato e poi tralasciato per seguirne altre. Ora sto studiando per dei concorsi e affrontando proprio la complessità della catalogazione: mi conforta leggere che ci si può appassionare fino a ritenerla la propria strada. Tanti auguri al tuo blog!

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    1. È un mondo poco conosciuto. Anche io ho una triennale in lettere moderne e ora sono quasi a fine percorso con la magistrale. Spero vivamente di poter trovare svolgere il tirocinio per la fine della magistrale da unire alla tesi e dopo la laurea trovare lavoro. Grazie 😊

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  2. Ahahah, si qualcuno quando dico che sto studiano biblioteconomia, mi risponde “non sapevo che esistesse”. Anche a me servirebbe molto un’esperienza tipo tirocinio, per mettere in pratica tutto ciò che sto studiando, altrimenti rimangono solo nozioni immagazzinate per i concorsi. Tra l’altro sto anche cercando qualche nuovo manuale da studiare, ripassare sempre gli stessi diventa noioso

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    1. Sì perché fino a qualche anno fa non serviva una laurea per lavorare in biblioteca infatti la maggioranza degli addetti alla reference penso che abbia solo la terza media. La catalogazione poi è proprio sconosciuta ahah comunque non so su che manuali ti sei formato tu ma il mio professore e relatore, Mauro Guerrini, ne ha pubblicati molti anche fino allo scorso anno sulla catalogazione e metadatazione. Per il suo esame io ho studiato IFLA LRM e RDA oltre alla Classificazione Decimale Dewey che credo abbia studiato anche tu. Spero di esserti stata di aiuto 😊

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      1. Tra i manuali che ho studiato c’è anche un libretto di Guerrini in effetti, “La biblioteca spiegata agli studenti universitari”. Darò un’occhiata alle altre sue pubblicazioni, grazie mille 🙂 Tuttora i concorsi che sto facendo sono aperti anche a chi ha solo il diploma, quelli di fascia C.

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      2. Ok 😉 sì, questo fatto che in ogni caso i concorsi siano anche per chi ha un grado di istruzione minore alla magistrale è un po’ penalizzante per noi. Senza nulla togliere a chi non ha la laurea in certi casi sarebbe meglio evitare di aprire concorsi anche a chi non ha la giusta preparazione. Difficilmente queste cose si possono capire da autodidatti a mio parere…

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      3. Sì, sono d’accordo. Aggiungi che a questi concorsi spesso ci sono persone già dipendenti della P.A. che vogliono solo passare di grado e quindi hanno un’esperienza/conoscenza della parte di diritto amministrativo ben superiore, è difficile competere. Per me poi studiare diritto amministrativo è faticosissimo, per cui mi riesce veramente difficile affrontare questi concorsi

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