Dare il giusto peso alle parole

Martedì sera, mentre scorrevo la bacheca di Instagram, ho trovato un post che mi ha colpito particolarmente e ho condiviso subito nelle mie Storie.

Questa foto presenta la scritta in maiuscolo “IO HO LA 104″ e l’autrice è Sofia Righetti, che non conoscevo, un’atleta paralimpica. Ho deciso subito di iniziare a seguirla e sono pienamente d’accordo con le sue parole.

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La legge 104 è una legge quadro della Repubblica Italiana che tutela le persone con disabilità. Sto sentendo sempre più persone e pagine su internet blaterare "AHAHA QUELLO HA BISOGNO DELLA 104" "SONO ARRIVATI I 104" ecc ecc. Non esistono "i 104" , c'è una legge che tutela tutti i cittadini italiani che ne hanno esigenza. Se domani ti venisse un tumore o facessi un incidente in moto/auto, ne faresti richiesta anche tu. Da qualche mese si è diffusa questa terrificanza usanza abilista di abbinare la 104 a "stupido", e questo è offensivo per chi la 104 ce l'ha (poi non stupiamoci se grazie ai nostri comportamenti ci sono persone che si vergognano a dire di avere una disabilità o di avere la legge 104). 104 è diventato sinonimo di "disabile" perché è la legge italiana che tutela le persone con disabilità, e disabile è diventato sinonimo di stupido. È offensivo, ignorante e abilista, oltre che falso. Per questo tento di spiegare alle persone che ignorano cosa sia la 104 ma lo dicono per sentito dire e perché fa "figo", che la piantino di usare una legge a difesa dei cittadini per insultare, perché non c'è niente da insultare o ridere. AVERE UNA DISABILITÀ (motoria, sensoriale, intellettiva o cognitiva che sia) NON SIGNIFICA ESSERE STUPIDI (mai avrei pensato di doverlo ribadire nel 2020). . AVERE LA 104 NON SIGNIFICA ESSERE STUPIDI. . E gli unici che ne escono stupidi sono quelli che dicono "AHAH 104" e non conoscono nemmeno le enormi battaglie antidiscriminatorie che i nostri genitori hanno dovuto fare per avere questa legge per tutelare i loro e nostri diritti, come cittadini e come esseri umani. . Ringraziate che esista la 104, e informatevi prima di fare la figura dei fessi abilisti. #IOHOLA104 #FIERADELLAMIA104

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Ho poi trovato il medesimo sfogo anche su Facebook e l’ho condiviso all’istante.

Ma andiamo per gradi: Cos’è la 104?

La Legge 104\92 ha lo scopo di fornire agevolazioni sociali e fiscali sia ai disabili che alle loro famiglie. Tutte le forme di disabilità – minorazione fisica, psichica, sensoriale- e livelli di manifestazione – da lieve a totale impossibilità di autonomia senza assistenza.-

La condizione di disabilità si può presentare sia dalla nascita che essere la conseguenza di un incidente o di alcuni stati di salute. Nel secondo caso citato la persona si ritrova ad averne bisogno. Per esempio la ragazza del post è stata costretta su una sedia a rotelle dopo un intervento chirurgico al cuore per una cardiopatia congenita e, a seguito di un errore di medici che le ha causato una lesione midollare, ha perso l’uso delle gambe. Lascio la sua biografia per chi fosse interessato.

Riprendendo la metafora della tavolozza la Sindrome di Asperger è una disabilità invisibile così come i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Di conseguenza queste parole molto dure mi hanno spinta a dire la mia.

Oltretutto io, come lei, rientro tra le persone che beneficiano di questa legge.

L’Autismo e la 104 hanno un grande punto in comune: vengono fraintesi da molti e sono diventati veicolo di offese ingiustificate. La parola chiave, che io ho scoperto di recente ed è citata nel post, è abilismo. E’ un termine nuovo che si collega al bullismo. Vuol dire fare leva sulla condizione di disagio di chi vive tutti i giorni con queste difficoltà per far ridere gli altri. E’ una “moda” molto triste che è sempre esistita ma ha cambiato “obiettivo“: prima era rivolta verso la Sindrome di Down, oggi verso Autismo e 104. Una legge così importante per molti e una condizione con la quale nasci – nonostante ci siano opinioni diffuse anche da medici e psichiatri convinti che i bambini lo possano “diventare” in tanti modi, la più recente è la Didattica a Distanza, per la quale i bambini passano molto tempo al computer e non interagiscono con i coetanei. Un’idea fuorviante portata avanti dallo psichiatra Paolo Crepet.- La stessa Sofia ha spiegato questo termine in modo più approfondito nell’articolo che propongo qui.

Presto analizzerò l’Autismo quando non aveva ancora un nome per far vedere come molti scienziati, scrittori o artisti vissuti per lo più tra Settecento e inizio Novecento siano ipotizzati essere autistici sulla base della loro eccentricità o dello stile usato nelle loro opere.

Come da titolo, bisogna dare il giusto peso alle parole e non usare condizioni mediche come insulto. Le persone che le hanno non sono stupide o quant’altro. Sarà una dura lotta ma spero vivamente che si arrivi a trovare altri modi per essere divertenti che prescindano dal bullismo.

Apriamo le ali e voliamo lontano, nonostante le difficoltà. Possiamo essere noi stessi.

A presto,

Cate L. Vagni

Alan Turing: una biografia da conoscere per riflettere

L’articolo di oggi è un fuoriprogramma che sentivo di dover fare per motivi che chiarirò nel corso della scrittura.

Oggi, 17 maggio 2020, è la Giornata Internazionale contro omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia. Ovvero la giornata in cui si lotta contro la discriminazione di chiunque non sia etero e cisgender. E’ un discorso molto delicato che non so nemmeno come affrontare perché è un mondo al quale mi sono avvicinata di recente. Potrebbe sembrare un tema scollegato da quelli che voglio trattare su questo piccolo spazio che mi sono ritagliata ma la verità è che non lo è affatto. Io sono un’alleata, ovvero supporto le battaglie del movimento LGBT senza rientrarci direttamente,

Oggi voglio parlare di Alan Turing, un personaggio vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale che ha avuto un ruolo chiave nella vittoria degli Alleati.

Alan Turing (1912-1954). Private Collection. (Photo by Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images)

Perchè ho scelto proprio lui per questo argomento? Chi ha visto The Imitation Game, film del 2014 in cui lui è interpretato da Benedict Cumberbatch, conoscerà a grandi linee la sua biografia. Altrimenti lo spiegherò subito: Turing si è suicidato a 41 anni a seguito di cure forzate che dovevano “guarirlo” dalla sua omosessualità. Solo a scriverlo mi si gela il sangue nelle vene.

Ebbene sì: l’uomo che ha aiutato la sua Nazione a vincere la Guerra brevettando Enigma, prototipo dei computer, è stato ritenuto malato e fuorilegge e si è suicidato a seguito di cure che non lo avrebbero certo guarito.

L‘omosessualità non è una malattia.

Dalla biografia di Turing si ottiene una seconda informazione che lo rende il personaggio perfetto per sensibilizzare sull’argomento principale del blog: Turing era Asperger.

Il suo lavoro di crittografo ha evidenziato la sua grande intelligenza. Un’intelligenza che lo avvicinava alla genialità. Su questo stigma, il più famoso che viene in mente legato ai Disturbi dello Spettro Autistico, ci vorrebbe un’analisi precisa e separata. Mi preme molto e mi lascia sempre molto perplessa l’immagine di piccoli geni che ci viene cucita addosso dalle serie tv.

Turing era non verbale e presentava molti rituali quotidiani che rendevano difficile la sua socialità. Era estremamente competente nel suo lavoro ma allo stesso tempo aveva grandi difficoltà a riuscire a instaurare relazioni sociali. La chiave della Sindrome, come ho detto in Un mondo di sfumature, è proprio questa: l’accettazione sociale è un percorso pieno di ostacoli nonostante la persona abbia uno sviluppo cognitivo che la porta verso l’autonomia.

Nel 2012 avvenne il riconoscimento postumo del suo lavoro. Mi viene da dire che almeno un lato positivo c’è stato anche se con molto ritardo.

Spero sia chiaro che ho cercato di raccontare questa storia perché ci tengo a parlare di ogni tipo di diversità e di come viene percepita da chi ci circonda. Considerare fuorilegge un orientamento sessuale è a dir poco aberrante.

Forse lo dovrò ripetere spesso ma la Sindrome non è una malattia come non lo è l’omosessualità.

Questo articolo non è stato semplice da scrivere e i termini che ho usato andrebbero spiegati, ne sono consapevole, per tanto lascio alcuni link a fine articolo per chi volesse approfondire i termini cisessuale e transessuale.

La lotta è dura ma la sensibilizzazione è un’arma potente che dovrebbe portare a riflettere.

Chissà, magari questo è il primo di una lunga serie di fuoriprogramma che userò per portare avanti anche questa lotta alla quale tengo.

A presto,

Cate L. Vagni

Alcuni link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Turing

https://it.wikipedia.org/wiki/Cisessualit%C3%A0

https://it.wikipedia.org/wiki/Transessualit%C3%A0

https://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_LGBT

Trailer del film citato:

https://youtu.be/HPMCMiqwM6Mhttps://youtu.be/HPMCMiqwM6M

Sometimes it is the people who no one can image anything of who do the things no one can image”

Alan Turing, 1912 – 1954

Booktag: 25 domande sui libri

Oggi porto questo booktag molto interessante, grazie a Wunthering Books per la nomina. Il suo blog è molto interessante. Dateci un’occhiata 🙂

Le regole

  1. Nomina almeno 5 blog a cui fare le domande. 
  2. Cita sempre chi ha creato il Book Tag: Racconti dal passato
  3. Nomina e ringrazia il logo che ti ha nominato
  4. Usa come immagine quella sopra

Le mie risposte

1. Come scegli i libri da leggere?

Prima non avevo un vero e proprio criterio, andavo molto a sentimento, diciamo ahah adesso mi baso su ciò che trovo su BookTube e trovo consigli molto validi.

2. Dove compri i libri: in libreria o on-line? 

Fosse per me li comprerei sempre in libreria ma on line ci sono sempre un sacco di sconti quindi molto spesso me li faccio comprare su Amazon, Libraccio e simili.

3. Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Aah i vecchi tempi della pila vicino al letto xD Comunque ora sto cercando di contenermi. Se fosse per me continuerei a comprarli senza pensarci due volte.

4. Di solito quando leggi?

Spesso la sera ma crollo subito quindi quando ho tempo. Anche il pomeriggio.

5. Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro? 

Non credo. Ho letto Le Cronache di Narnia in un volume unico di oltre mille pagine che le conteneva tutte, quindi xD

6. Genere preferito?

Fantasy, ma anche storico e romantico

7. Hai un autore preferito?

Volendo sceglierne uno vado sulla più recente, Elena Ferrante.

8. Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Fin da piccola. Alcune saghe della mia infanzia sono Nina la bambina della sesta Luna di Moony Witcher o Peggy Sue e gli Invisibili di Serge Brussulo, che probabilmente conosco solo io ahah

9. Presti libri? 

Quasi mai

10. Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme? 

Dipende. A volte sì. Anche per gli esami universitari a volte ne ho letti molti contemporaneamente e ora alterno eBook e cartaceo.

11. I tuoi amici/familiari leggono? 

12. Quanto ci metti mediamente a leggere un libro? 

Anche qui dipende dal periodo. Per adesso ho in lettura Per chi suona la campana di Ernest Hemingway, tra l’altro in inglese, ma sono arenata anche perché l’università stanca parecchio.Menomale c’è Wattpad…

13. Quando vedi una persona che legge, ad esempio sui mezzi pubblici, ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Mi è capitato spesso, lo ammetto. Soprattutto se la persona stava leggendo uno dei miei romanzi preferiti la discrezione andava a farsi benedire più del solito ahah

14. Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvare uno soltanto quale sarebbe?

Che ipotesi terribile… non saprei proprio. Per esclusione 1984 di George Orwell

15. Perché ti piace leggere? 

Per svagarmi ma anche per riflettere. Io penso sempre tanto. Rifletto su ogni cosa praticamente xD

16. Leggi libri in prestito (dagli amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Per alcuni esami della triennale avevo preso i libri in prestito dalla Biblioteca ma in linea di massima preferisco averli.

17. Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Forse Zanna bianca di Jack London per l’età che avevo ma lo rileggerò. Di solito comunque li finisco anche se con più fatica.

18. Hai mai comprato un libro solo perché aveva un bella copertina, e cosa ti attrae in una copertina di un libro?

Le copertine esteticamente belle stanno andando di moda soprattutto di recente da quello che vedo. Io non ci ho mai fatto particolarmente caso.

19. C’è una casa editrice che ami particolarmente e perché?

Ne ho molti della Mondadori ma non so la definisco “preferita”. Ricollegandosi alla domanda sopra delle copertine che davvero non mi piacciono sono quelle della Newton Compton.

20. Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni al sicuro dentro casa?

I cartacei sì, non so se porterò l’eBook in spiaggia. Mi sa che non conviene molto.

21. Qual è il libro che ti hanno regalato e che hai gradito maggiormente?

Ne ricevo molti. Uno che mi era piaciuto abbastanza si intitola Shadow Dance, La danza degli inganni di David Dalglish. Era il primo di una saga che parlava di gilde di ladri e assassini, credo.

22. Come scegli un libro da regalare?

Non l’ho mai fatto.

23. La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?

Le saghe tutte insieme, idem per i libri dello stesso autore. Peccato che lo spazio nella mia libreria sia molto ridotto xD

24. Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Qualche volta le leggo se sono brevi. Le note sono molto carine, secondo me.

25. Leggi eventuali introduzioni, prefazioni o postfazioni del libro o le salti? 

La prima introduzione mai letta è stata quella di Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino per capire meglio il contesto, altrimenti di solito non le leggo.

Nomino tutti i lettori che vorranno fare questo gioco.

Cate L. Vagni

Categorie, generi e gusti personali

Nella mia recensione al “Sognatore” di Laini Taylor ho detto che la duologia rientra nello Young Adult Fantasy.

Nell’articolo sulla Giornata Mondiale del Libro avevo detto che lo Young Adult non è un genere bensì un target.

Target è un termine inglese di difficile resa in italiano. Per dirlo in parole semplici è una delle principali categorie editoriali che si differenzia dalle due che analizzerò a breve, Middle Grade e New Adult, per come certe tematiche delicate come sessualità e morte sono trattate. Dalla profondità nelle descrizioni di questi argomenti.

Il primo è il Middle Grade che copre la fascia 8-12 anni. In questi romanzi le tematiche più crude sono spesso eluse. Se si parla di amore ci si concentra sul primo bacio.

La fascia successiva è, per l’appunto, lo Young Adult, riferito agli adolescenti. La maturità si avvicina e quindi si può cercare di approfondire meglio la sessualità soprattutto sul lato erotico e la morte anche se le scene spesso non sono effettivamente esplicite ma lasciate all’intuizione del lettore.

La terza si chiama New Adult ed è riferita a tutti coloro che hanno superato l’adolescenza e vivono la vita da adulti. Non ci sono più veli e ogni tematica è trattata esplicitamente.

Queste categorie abbracciano tutti i generi letterari conosciuti. Ad esempio solo per lo YA gli esempi sono infiniti: per il fantasy è impossibile non pensare subito a Harry Potter di J. K. Rowling o a Shadowhunters di Cassandra Clare – saga che rientra in un ulteriore sottogenere, l’Urban Fantasy, per i romanzi rosa Città di Carta di John Green e per il distopico Hunger Games di Suzanne Collins e Divergent di Veronica Roth. Tutte saghe che mi sono entrate nel cuore e che spero di poter rileggere e analizzare con un occhio diverso visto che sono passati anni dalla loro prima lettura. Le saghe coprono un periodo molto lungo nella vita del lettore e diventano romanzi di formazione. In effetti si può quasi affermare che i primi due romanzi della saga di Harry Potter siano Middle Grade data l’età del nostro maghetto che spesso, purtroppo, degrada l’intera saga a libri per bambini quando con una occhio più attento si capisce bene che non lo è affatto.

L’obiezione che sorge spontanea riguarda proprio il se bisogna attenersi scrupolosamente a queste categorie oppure si può prescindere. Qui entrano in ballo i gusti personali di ognuno di noi. Per esempio io ho ancora una grande diffidenza verso il New Adult perché temo che determinate descrizioni mi turbino eccessivamente, ma tanti miei coetanei su BookTube si stanno allontanando dallo YA soprattutto a causa delle scelte editoriali di alcuni autori famosi e apprezzati dalla maggioranza. Per quanto il legame con una serie possa essere forte, se questa viene trascinata per troppo tempo i fan tendono ad allontanarsi e le dinamiche risultano banali. E’ un tema spinoso che forse tratterò più in là, per il momento non ne sono del tutto sicura.

Ho cercato di spiegare in modo semplice la differenza tra queste categorie e i vari generi. Generi che, ovviamente, spesso si mischiano tra loro. Il Romance, per esempio, non manca mai in nessun romanzo anche se non è il principale, vedesi Harry Potter, dove le relazioni sentimentali si creano e si sviluppano nella narrazione senza essere, però, alla base delle vicende raccontate sul giovane mago.

Spero di essere stata chiara e di avervi incuriosito,

Alla prossima,

Cate L. Vagni

Ali spezzate

Continuiamo il viaggio nella mia mente parlando di un tema che si lega a doppio nodo al Disturbo dello Spettro Autistico: i Disturbi Specifici dell’Apprendimento o DSA.

La metafora nel titolo potrebbe essere fuorviante quindi le spiegazioni sono doverose: ai DSA non manca nulla, l’ala spezzata rappresenta una metafora delle difficoltà che si incontrano soprattutto negli anni scolastici. E’ una metafora mia che ho usato in una fiaba intitolata Diversità dove racconto la storia di un pettirosso che deve imparare a volare nuovamente dopo un incidente. La trovate su Wattpad. Vi lascio il link a fine articolo.

I DSA si presentano in diverse forme e intaccano vari aspetti dell’apprendimento e, a volte, anche il corretto sviluppo del linguaggio:

La prima e più conosciuta è la dislessia. Riguarda le capacità di lettura e decodificazione di determinate informazioni: la persona dislessica fa fatica a leggere – e, di conseguenza, anche scrivere – le parole nel modo corretto. Questa difficoltà a imparare a decodificare correttamente la parola rende faticosa la lettura ad alta voce ma anche lo studio di conseguenza si fa spesso uso di schemi concettuali visto che nella mente della persona si crea un caos tale da non riuscire a organizzare razionalmente il discorso. Come per le forme che verranno prese in esame qui di seguito, per aiutare lo sviluppo del linguaggio il bambino viene seguito da un logopedista.

Simili alla dislessia ci sono anche disgrafia e disortografia. La disgrafia riguarda la leggibilità della grafia mentre la disortografia riguarda sia i fonemi che i grafemi somiglianti quindi ciò che genera confusione sono i fonemi assimilabili e la loro trascrizione in grafemi corrispondenti come b\ p o l\r,oltre che la loro omissione nel caso di doppie, vocali o consonanti intermedie – la o in fuoco oppure la r in cartolina – e invertire la sequenza di suoni nella parola – sefamoro \ semaforo – . Io rientro nella disgrafia. La scarsa leggibilità della grafia deriva dal modo in cui si impugna la penna. Questa viene impugnata in maniera scorretta e nel momento in cui ci si trova a scrivere per un tempo prolungato – come i compiti in classe – la grafia diventa sempre meno comprensibile perché la mano si stanca oltre a risultare estremamente disordinata. Il disegno può creare altrettanta difficoltà infatti nel mio caso non ho mai imparato nonostante i molti tentativi fatti. Si chiama motricità fine e il bambino la migliora grazie alla psicomotricità. Non si tratta semplicemente di “scrivere male” ma è molto di più soprattutto a livello psicologico.

Continuando questa disamina troviamo la discalculia, che rappresenta un grosso ostacolo nelle materie scientifiche. Con il complicarsi dei calcoli matematici si crea disordine perché, anche se il discalculico apprende nella maniera corretta il procedimento e la soluzione è giusta, manca la gestione dello spazio durante lo svolgimento e ciò lo porta a perdersi. Può darsi che, in maniera analoga alla disortografia, vengano invertiti numeri somiglianti come 2\5 o 4\7.

Queste tre forme di DSA sono caratterizzate quindi da disordine spaziale che genera incomprensione in chi deve correggere ciò che viene scritto sia nella forma – disgrafia – che nel contenuto – dislessia, disortografia e discalculia – per via delle numerose correzioni che la persona fa in “corso d’opera” così da ostacolare ulteriormente la comprensione.

Ultima, ma non per importanza, la disprassia. Il bambino disprassico appare impacciato e goffo nei movimenti a causa di una coordinazione scorretta tra campo visivo e spazio circostante nel raggio di azione. Tante azioni che un coetaneo impara meccanicamente come allacciarsi le scarpe per il disprassico sono ostacoli da superare con aiuti specifici. Come per la disgrafia, la psicomotricità è un valido aiuto per imparare queste azioni che il bambino metabolizza più lentamente rispetto ai coetanei.

Nella mie esperienza scolastica, per quanto a livello di rendimento andassi bene, è stata assai complicato integrarsi. Con questo non voglio attaccare i miei vecchi compagni di classe, solo parlare di ciò che ho vissuto. La disgrafia è stata arginata grazie all’utilizzo del computer che mi ha permesso di scrivere senza la pressione di dovermi sforzare a rendere il compito leggibile infatti il testo era più pulito e potevo fare tutte le correzioni che ritenevo opportune senza intoppi. La discalculia grazie ai compiti semplificati, all’uso della calcolatrice e, soprattutto, il tempo aggiuntivo per non svolgere i calcoli di fretta.

La disprassia era un scoglio soprattutto durante l’ora di educazione fisica. Negli anni è sempre stata una materia che avrei volentieri evitato perché, per quanto ne fossi affascinata, la pallavolo era uno sport davvero faticoso per me. In quarta superiore è arrivato un professore che ha colto il mio disagio e ha fatto di tutto per aiutarmi a tirare fuori il mio potenziale. Più di una volta è stata una sfida ma alla fine ci sono riuscita.

Ali spezzate che non ci rendono “rotti” ma creano barriere da superare con molto impegno e forza di volontà. Vale lo stesso discorso della Sindrome: non è lo sviluppo cognitivo l’ostacolo, anzi, nonostante dislessia e disortografia intacchino anche il linguaggio, a volte il bambino ha capacità superiori alla media, ma la percezione sociale. Il fraintendimento è sempre in agguato e spesso i DSA sono percepiti quasi all’inverso di quello che sono proprio perché richiedono meccanismi compensativi per riuscire al meglio a scuola. Ciò è regolato dalla Legge 170/2010. La necessità di compensazioni potrebbe apparire come un privilegio ma non lo è affatto.

Tanti piccoli pettirossi che hanno trovato la loro rondine che li ha aiutati a volare e ora sono più forti e sicuri di sé stessi.

Come sempre massimo rispetto,

Link della fiaba su Wattpad:

https://www.wattpad.com/340799971-diversit%C3%A0

A presto,

Cate L. Vagni

Di sognatori e di falene: Il “Sognatore” di Laini Taylor

In questo articolo propongo una mia analisi del libro “Il Sognatore” di Laini Taylor, una piacevole scoperta degli ultimi tempi.

Mi sono imbattuta in questo libro grazie alle recensioni di alcune ragazze su YouTube – che, nel caso, viene chiamato BookTube.- Anche questo è un mondo che si lega a doppio nodo a Instagram – chiamato Bookstagram -. Devo ammettere che avrei voluto aprire un canale simile ma dopo vari ripensamenti ho preferito questo blog per molti motivi anche caratteriali.

Questo romanzo è uno Young Adult Fantasy scritto da Laini Taylor e pubblicato nel 2018 per Fazi Editore. Il primo elemento che salta subito all’occhio è lo stile ricco di metafore che rendono la narrazione lenta, la avvicinano, per l’appunto, a un sogno. Le scene di azione non sono molte, è un libro profondamente introspettivo.

Il protagonista mi è entrato all’istante nel cuore per un dettaglio non trascurabile, è un bibliotecario. Io lo definisco “fratello letterario” per questo. Si chiama Lazlo Strange. E’ un ragazzo orfano con un sogno: visitare la città di Pianto. Il titolo in lingua originale è Strange The Dreamer, titolo che io trovo molto suggestivo anche perché strange in inglese vuol dire strano, bizzarro, strambo. E Lazlo viene percepito esattamente così dagli altri personaggi visto che ha questa grande fascinazione per una città ritenuta leggendaria distrutta anni prima da una rivolta. Si ritroverà a un passo dal suo sogno e scoprirà il suo passato.

A Pianto seguiamo la storia di Sarai. E qui arriviamo alle falene: questi animali notturni rappresentati sulla copertina del romanzo rappresentano il potere della ragazza. Sarai è una semidea sopravvissuta a un massacro. Un tema alla base della narrazione è la discriminazione, la paura del diverso. Questa ragazza vive con altri quattro sopravvissuti: Minya, Sparrow, Ruby e Feral. I ragazzi hanno la pelle blu e una capacità soprannaturale derivata dal genitore divino: Minya controlla le anime dei morti, Sparrow la vegetazione, Ruby il fuoco e Feral le nubi. Sarai controlla i sogni. Può farlo grazie alle sue falene che sono pezzi della sua anima inviati ogni notte per la città per vedere i sogni degli abitanti di Pianto. Sogni pieni di traumi che lei potrebbe manipolare e rendere peggiori. La chiamano Musa degli Incubi, titolo del secondo volume della duologia, proprio per questa sua capacità. Sarà proprio nei sogni che la sua strada si incrocerà con quella di Lazlo, primo in assoluto che la vede. Nessun altro può farlo: lei assiste ma è invisibile. Può essere un concetto molto abusato in letteratura che comunque è molto poetico e ti fa capire che sono entrambi speciali.

Un libro onirico dove le azioni sono lente, quasi assenti. Paura che diventa odio da entrambi i lati: gli abitanti della città sono stati oppressi per anni dagli Dei e sapere che alcuni dei loro figli sono sopravvissuti non li rende certo felici, mentre tra i semidei, la più rancorosa è Minya, la “sorella maggiore” che ha salvato tutti gli altri.

Il romanzo ha un vero antagonista? Mi sento di dire di no, come nel caso del secondo volume La Musa degli Incubi. E’ un nemico astratto. La paura li allontana e li rende nemici anche se sia i giovani semidei, i quali portano sulla coscienza gli errori dei genitori divini, che gli abitanti della città, hanno subito traumi difficili da superare.

La diversità è una tematica che mi sta molto a cuore e mi sono rivista molto in entrambi i protagonisti, ma anche in Sparrow, la quale caratterizzazione è approfondita nel secondo volume della duologia. Un piccolo gioiellino da scoprire.

Ho provato a non anticipare troppo, spero che i punti salienti siano arrivati e questa mia analisi vi abbia incuriosito.

A presto,

Cate L. Vagni

Ps: Sì, credo che questa duologia mi abbia aiutato molto nella scelta del nome del blog. Dopotutto ho una infatuazione per Lazlo partita proprio dal lavoro che svolge. Nulla è causale. Sognare su uno scaffale, fantasticare. Lo faccio da sempre e mi aiuta molto. I sogni sono la spinta ad andare avanti, a credere in qualcosa da realizzare.

Detto questo, a presto.

Un mondo di sfumature

Cominciamo questo viaggio nel mondo della Sindrome di Asperger e dei Disturbi dello Spettro Autistico.

La domanda che potrebbe sorgere spontanea è: Perché Spettro?

Immaginate una tavolozza e tutti i suoi colori: partiamo dai più chiari fino ad arrivare ai più scuri. Spettro vuol dire vari livelli di manifestazione del Disturbo. La Sindrome di Asperger è stata scoperta nel 1944 dal pediatra viennese Hans Asperger che riconobbe determinati tratti nei bambini ricoverati nella sua clinica, ma ottenne il suo nome solo nel 1981 con l’intervento della ricercatrice inglese Lorna Wing in una rivista medica, rientra nel cosiddetto Alto Funzionamento, dai colori nitidi, quasi invisibili.

Nitidezza data dalla percezione che le persone intorno a noi hanno della nostra condizione: ai loro occhi a un primo impatto non si nota nulla. Un tema legato come un filo sottile a questo è la rappresentazione e soprattutto gli stereotipi che vengono portati avanti da molte serie televisive e alimentano una visione superficiale di queste difficoltà sociali.

I tratti principali che approfondirò tramite la mia esperienza – che è diversa da quella di molte altre persone che rientrano nello Spettro – sono empatia, interessi, affettività, routine e abitudini e lo stigma che si portano dietro .

Ciò nonostante la tavolozza ha anche colori scuri, ben visibili. E’ il Basso Funzionamento. Forse la forma più conosciuta di Autismo anche se non è detto che sia più compresa.

Nel Basso Funzionamento la persona non ha uno sviluppo cognitivo adatto all’età. Dico che è la forma più conosciuta e, temo, anche considerata quella “vera” – termine ovviamente quanto mai errato ma nella mente di chi non conosce da vicino questo mondo c’è la tendenza a escludere l’Alto Funzionamento perché chi ci rientra, pur non avendo comunque la strada spianata a livello sociale, comprende e capisce cosa gli succede intorno – in quanto rappresentata da Rain Man. Un bambino nel corpo di un adulto che deve essere guidato alla scoperta del mondo e difficilmente potrà avere una sua autonomia.

Colori visibili che saltano all’occhio. Prima bambini, poi ragazzi ed infine adulti che si dondolano o urlano se sovraccaricati di stimoli sensoriali. Ipersensorialità e ipersensibilità che spesso li può rendere aggressivi. Potrebbero avere una perdita di controllo e rischiare di ferire le persone che li circondano. Di conseguenza molti hanno paura di queste persone proprio per i momenti di crisi dove non gestiscono la forza.

Qui ho tracciato le linee, ci sono molti temi che derivano da questo che i medici chiamano comorbilità come i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, l’ADHD e molti altri. Si incontrano e si legano indissolubilmente rendendo la vita ancora più complessa. Voglio sensibilizzare soprattutto sui DSA, l’altro lato della medaglia che ha portato il mio percorso a una lotta estenuante per una comprensione assai parziale delle mie necessità da parte di chi mi stava intorno.

Tante sfumature ma una sola richiesta: massimo rispetto. Si parla di condizione e non di malattia perché resti nello Spettro tutta la vita, non guarisci. Si dice “Sono Asperger” non “Ho la Sindrome di Asperger” per questo motivo.

Benvenuti nella mia mente, spero che questo viaggio vi aiuti ad avvicinarvi alle diversità che ci circondano e ad accoglierle.

Alla prossima,

Cate L. Vagni

Giornata Mondiale del Libro e nuovi metodi di approccio alla lettura

Iniziamo con la Giornata Mondiale del Libro. Ieri quando ho aperto il blog non ricordavo che oggi ci sarebbe stata questa ricorrenza. Quando mamma me l’ha fatto presente a pranzo ho iniziato subito a pensare a come poter trattare questa tematica il giorno seguente alla mia presentazione.

Ho letto tanto nella mia vita e conto di parlare delle mie letture nella maniera più accurata possibile in altre occasioni, tuttavia in questo primo articolo vorrei presentare una piattaforma che frequento da qualche anno, Wattpad.

Wattpad potrebbe essere un nuovo modo per approcciarsi sia alla lettura che alla scrittura. E’ una piattaforma per scrittori emergenti dalla quale spesso le Case Editrici traggono nuovi romanzi da pubblicare.

Su questa piattaforma puoi interagire con gli utenti sia scrittori che lettori. Ogni storia dà la possibilità di commentare le sezioni della stessa che colpiscono il lettore oltre al capitolo concluso. L’autore ti risponde e può nascere anche uno scambio di opinioni. Per quanto effettivamente commentare ogni singola porzione di testo distragga dalla lettura, – questo forse è un lato negativo della piattaforma che gli scettici possono evidenziare allungando il tempo a essa dedicato, trovo che sia divertente leggere i commenti degli altri utenti che magari fanno battute su quella determinata scena o parlano direttamente al personaggio. Credo che molti lettori lo abbiano fatto nella loro mente durante le diverse letture della loro vita sia in cartaceo che in digitale. Altro tema attuale del quale vorrei parlare prossimamente dato che per vari motivi ho iniziato a leggere in formato Ebook su Kindle.

Nella mia esperienza, per adesso più che positiva, ho conosciuto tante persone nuove delle quali seguo ogni aggiornamento e pubblicazione. E’ un mondo tutto da scoprire dove le storie prendono vita, frase di presentazione del sito stesso.

Per lo più si trovano Young Adult, altro tema che vorrei approfondire perché spesso viene definito Genere anche se la realtà è molto più complessa, in particolare se analizzata a livello editoriale. Il termine indica la letteratura per giovani adulti, che vanno dai 13 ai 19 anni, nonostante nella maggioranza dei casi questi romanzi vengono letti da chi ha già superato quella fascia. Mi ci includo anch’io. Ci sono soprattutto Romanzi rosa ma è possibile trovare tutti i generi nelle ricerche. Ci sono anche raccolte oppure autori che scrivono recensioni o pubblicizzano altre storie.

Ho scelto questo argomento molto particolare associato alla Giornata Mondiale del Libro invece che suggerire libri come immagino faranno tutte le persone del settore e i lettori oggi perché vorrei approfondire numerosi aspetti di questa piattaforma in più momenti. I suggerimenti spero che saranno sottintesi nelle diverse recensioni \ riflessioni che farò dei libri ai quali sono più legata.

Buona Giornata Mondiale del Libro a tutti coloro che hanno un qualunque tipo di legame con i libri e il loro meraviglioso mondo,

Cate L. Vagni

Una sognatrice su uno scaffale

Ho aperto in questo preciso istante questo blog per iniziare un nuovo progetto

Mi chiamo Caterina e sono una studentessa universitaria che sogna di lavorare in biblioteca. Sogno atipico, lo so.

In questo nuovo spazio vorrei anzitutto sensibilizzare su un tema che vivo sulla mia pelle ormai da quasi sei anni: la Sindrome di Asperger, una forma di Disturbo dello Spettro Autistico lieve, la quale è collegata a difficoltà più o meno grandi come i Disturbi Specifici dell’Apprendimento che fanno parte di me fin da piccola. Nonostante aumentino di giorno in giorno le diagnosi a qualsiasi fascia d’età, non vengono compresi da tanti. Sono argomenti delicati e cercherò di trattarli con la dovuta attenzione senza retorica.

Il nome del blog deriva dalla mia grande passione per la scrittura e la lettura. Uno scaffale dove parlare di sogni e desideri, una sorta di diario: infatti non racconterò solo ciò che la mia condizione comporta a livello sociale – iniziamo dai termini: non è una malattia, come spesso si sente dire, ma una condizione. Purtroppo non è una semplice sfumatura, è molto di più tanto è vero che ci sono casi in cui è usata come offesa anche se non dovrebbe mai esserlo. – bensì vorrei spaziare il più possibile con riflessioni sui libri che mi hanno formata, oltre ad affrontare temi ai quali mi sono avvicinata di recente, come il femminismo e, se riesco, anche del mio futuro lavoro. Un lavoro pieno di sfaccettature che ho iniziato a scoprire nell’ultimo anno di Triennale e sto approfondendo nella Magistrale.

Spero che questa presentazione vi abbia incuriosito,

Cate L. Vagni

Presentati (articolo di esempio)

Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.

Oggi pubblicherai un articolo. Non preoccuparti di come appare il blog. Non preoccuparti se non gli hai ancora dato un nome o ti senti sopraffatto. Devi solo fare clic sul pulsante “Nuovo articolo” e dirci perché sei qui.

Perché lo fai?

  • Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
  • Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.

L’articolo può essere breve o lungo, un’introduzione personale alla tua vita o una dichiarazione d’intenti tipica da blog, un manifesto per il futuro o un semplice schema dei tipi di cose che speri di pubblicare.

Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:

  • Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
  • Di quali argomenti pensi che scriverai?
  • Con chi ti piacerebbe connetterti tramite il blog?
  • Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?

Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.

Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

Quando sei pronto per pubblicare, assegna al tuo articolo da tre a cinque tag che descrivano il focus del tuo blog: scrivere, fotografia, fiction, genitorialità, cibo, automobili, film, sport, qualsiasi cosa. I tag aiuteranno le persone che si interessano di questi argomenti a trovarti nel Lettore. Assicurati che uno dei tag sia “zerotohero”, in modo che anche altri nuovi blogger possano trovarti.

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